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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 846
COMISO - 30/04/2012
Attualità - Il ricordo del parlamentare e sindacalista da parte di Salvo Zago

Pio La Torre: un uomo di pace che si battè per l´aeroporto di Comiso

L’omicidio da parte della mafia a Palermo il 30 aprile di 30 anni fa
Foto CorrierediRagusa.it

Salvo Zago, segretario provinciale del Pd, interviene per ricordare Pio La Torre (nella foto) a 30 anni di distanza dal suo omicidio.

«Erano le 9,30 del mattino di quel 30 aprile 1982 – racconta Zago- quando la mafia uccideva, in piazza Generale Turba a Palermo, l´onorevole Pio La Torre, segretario del PCI siciliano e Rosario Di Salvo, suo amico e compagno di partito che l´accompagnava in macchina nei suoi spostamenti. Appena si diffuse la notizia, ovunque in Sicilia le piazze si riempirono di militanti comunisti e di semplici cittadini, increduli, indignati, commossi. A me la notizia arrivò alle 10,20 – continua il segretario - quando Bruno Marasà mi chiamò al telefono dell´aula consiliare del Comune di Comiso, dove mi trovavo assieme a Nicola Cagnes ed altri pacifisti, comisani e stranieri, impegnati nello sciopero della fame messo in atto per impedire la costruzione della base missilistica di Comiso.

«Hanno ammazzato Pio», gridò Bruno al telefono, evidentemente sconvolto, come tutti noi e i tantissimi altri, comunisti e non, via via che la notizia si diffondeva. Pio lo aspettavamo per il comizio della domenica 2 maggio, programmato a seguito dello sciopero della fame e della straordinaria manifestazione del 4 aprile, la mitica «marcia dei centomila» che ha forgiato migliaia di giovani, presenti a quello che è diventato l´evento storico icona della battaglia pacifista, in Italia ed in Europa, contro i missili a Comiso e il riarmo atomico nel mondo. Oggi è in corso- continua l’ex deputato regionale - a distanza di trent´anni esatti, un altro sciopero della fame, da parte dell´on. Giuseppe Digiacomo, nel piazzale antistante l´aeroporto di Comiso.

Naturalmente le motivazioni sono differenti: allora contro l´installazione di quei mostruosi strumenti di morte che avrebbero potuto distruggere sette volte l´umanità intera, oggi per far decollare aerei, per la mobilità di merci e persone e quindi per attivare strumenti di vita, di collegamenti, di interscambi tra popoli e Paesi e perciò per la crescita e lo sviluppo di territori e popolazioni e non per la loro distruzione.

Ecco perché mi pare di poter dire che un filo rosso lega l´iniziativa di oggi, per la quale non si può non ringraziare l´on. Digiacomo, a quella di allora: oggi si vuole attivare quello che era uno degli obiettivi della riconversione dell´ex base missilistica, e cioè un aeroporto per uso civile, turistico e commerciale.

Obiettivo che era stato facile individuare in considerazione della penalizzante marginalità geografica che patisce la provincia di Ragusa, della mancanza di collegamenti con le altre province siciliane, e delle enormi potenzialità legate all´economia iblea – agricoltura, commerci, turismo – che l´aeroporto avrebbe potuto sviluppare in modo esponenziale. Obiettivo, tra l´altro, compatibile e non alternativo alle altre opzioni che già allora vennero indicate: politecnico del Mediterraneo, il Centro Mediterraneo della Protezione Civile, polo turistico-ricettivo, e tanto altro.

Ecco da dove nasceva, da dove è nata l´intitolazione dell´aeroporto di Comiso a Pio La Torre, divenuto patrimonio comune, collettivo. La Torre figlio nobile della Sicilia democratica e progressista oltre che icona antimafia come altri siciliani illustri, Falcone, Borsellino e tanti altri eroici servitori dello Stato democratico e repubblicano.

Qualcuno a Comiso – conclude Zago- che non poteva non sapere e non poteva non capire, invece non capì e si rese protagonista di una scelta, la rimozione dell´intitolazione dell´aeroporto, che certo non ha minimamente scalfito la memoria e la figura di Pio La Torre, che rimane punto di riferimento delle nuove generazioni di giovani e della Sicilia del futuro. Scelta che ha qualificato negativamente chi la compì, dinanzi la Sicilia e l´Italia tutta, anticipando, sinistramente, la sequela di guasti, ahinoi molti irreparabili, che la sua azione amministrativa da lì in poi avrebbe provocato a Comiso, nella città dell´ex base missilistica, nella città di Pio La Torre».


Terra o torre?
02/05/2012 | 4.40.13
il trota

Come si è visto, un lapsus freudiano ho trasformato La Torre in La Terra, che è come dire che Pio svetta in alto e sulla torretta della stazione di controllo, ma se l´aeroporto non si apre, resta a terra...


prima del nome
01/05/2012 | 22.57.13
il trota

Finché dell´apertura dell´aeroporto non ci sarà certezza, correre a dargli il nome è un oltraggio alla memoria del martire, perché rischia di simboleggiare il penoso fallimento di una classe politica locale incapace e superficiale, che invece di preoccuparsi di darsi da fare per farlo aprire pensano a dargli il nome, alle bande, ai mortaretti, al tricche-tracche e allo scetavaiasse...
Lasciate in pace il povero La Terra.
Poi, se mai succedesse che il miracolo succeda, parliamo del nome.
Così parlano le persone serie!