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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:55 - Lettori online 1336
COMISO - 03/04/2012
Attualità - Il 4 Aprile 1982 100mila all’aeroporto "Magliocco" contro i missili Cruise

Comiso 30 anni fa: i pacifisti di ieri che non sanno parlare ai giovani di oggi

Oggi la Rete degli Studenti Medi, Arci, Libera, Cgil, Banca Etica, Pax Christi e molte altre associazioni hanno deciso di ricordare il movimento pacifista ed il martire Pio La Torre
Foto CorrierediRagusa.it

Data storica per Comiso. Il 4 aprile di 30 anni fa 100.000 persone manifestarono contro i missili a testata nucleare all’aeroporto ( foto ). Oggi, per ricordare quel 4 aprile 1982 molte associazioni hanno organizzato incontri e manifestazioni non solo in ricordo di quella protesta che coinvolse tutto il mondo, ma anche per commemorare Pio La Torre segretario regionale del Pci, ucciso dalla mafia il 30 aprile di quello stesso anno.

Era a Comiso quel 4 aprile , e sarebbe dovuto tornarci il primo maggio, ma non ci arrivò. Il suo nome comunque resta legato all’aeroporto di Comiso, soprattutto perché nel 2007 la struttura fu intitolata a lui. Nel 2008 invece, fu re intitolata al generale Vincenzo Magliocco, nome originario con il quale, nel 1935 era stato intitolato.

Oggi, 4 aprile 2012 la Rete degli Studenti Medi , Arci, Libera, Cgil, Banca Etica, Pax Christi e molte altre associazioni hanno deciso di ricordare lo straordinario movimento pacifista e lo straordinario uomo e martire Pio La Torre ed allo stesso tempo di difendere il Mediterraneo da chi vuole farne un cimitero di migranti e da chi continua imperterrito la sua militarizzazione. Un´assemblea per le scuole al Teatro Naselli la manifestazione «Comiso, 30 anni dopo: per Pio la Torre e per un Mediterraneo di pace» che sarà conclusa alle ore 21 da un concerto musicale cui prenderanno parte i Qbeta, Davide di Rosolini i Ciaudà e gruppi emergenti.

Molti di noi hanno vissuto in prima persona gli eventi dell’82. Avevamo appena 17, 18 anni. Altri erano più grandi, attivisti politici, pacifisti da tutt’Europa. Noi eravamo solo dei ragazzi che volevano esserci. Essere lì in quel momento storico, essere lì a quella manifestazione, perché volevamo tutelare il nostro futuro. Perché non ci piaceva che Comiso fosse luogo di morte e bersaglio di morte. Oggi come 30 anni fa, siamo ancora qui. Siamo di nuovo qui. Nuove battaglie si prospettano e i nostri giovani forse non sono pronti. Forse sono distratti da altro. O forse quelle che dovrebbero essere le giuste cause, sono incarnate da una politica che ai ragazzi, come agli adulti, non piace. Oggi si parla di Muos, si parla di guerre fatte con onde elettromagnetiche, con aerei telecomandati come la play station.

Si parla di antenne di 2 milioni di watt ad un chilometro da casa. I ragazzi si informano, si preoccupano, si interessano ma non partecipano. Ci si dovrebbe chiedere se la colpa non sia nostra, degli adulti di oggi, ragazzi 30 anni fa, che dopo avere dato sfogo a tutto il nostro entusiasmo per le grandi cause civili, non siamo riusciti a trasmettere questo interesse ai nostri figli.

Loro sanno e conoscono solo attraverso pagine di storia recente, attraverso nomi e date che s’incontrano sui libri più recenti. Loro guardano le guerre in televisione. Giocano alla guerra con i video giochi. Ma non c’erano. No, quel 4 aprile del 1982 non c’erano. E noi, forse, non glielo abbiamo saputo raccontare.


la giornalista ha ragione
04/04/2012 | 13.37.54
alkermes

condivido pienamente l´analisi della giornalista, supportata dalla manifestazione di stamattina. sono andato al naselli per vedere. erano le 11.45 e c´erano si e no una quarantina di studenti. tutti gli altri ?