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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 879
COMISO - 29/03/2012
Attualità - Nasce il comitato spontaneo di ragazzi contro l’istallazione del muos.

«Prima di tutto pace e salute», un Comitato no Muos

Manifestazione politica bipartisan al Centro culturale di Comiso per dire no alla mega struttura che dovrebbe nascere a Niscemi

Senza tema di smentita, un’iniziativa come questa non si era mai vista. In una sala del Centro servizi culturali di Comiso, gremita di giovani under 18, per la prima volta ragazzi di appartenenza politica opposta si sono uniti per dire no al muos. Ma i giovani probabilmente hanno capito tutto. Le appartenenze, le divisioni ed i contrasti politici, non servono quando le battaglie coinvolgono tutto e tutti. La loro sensibilità ed il loro impegno, li hanno condotti ad unirsi per discutere, informare, informarsi ed organizzarsi. Relatori dell’incontro Rino Strano del WWF e Andrea Dell’agli di Fare Verde.

Durante il dibattito sono emerse delle informazioni interessanti. La marina militare americana pare che da anni stia portando avanti un progetto segreto, l’Haarp, un sistema di antenne elettromagnetiche che ha una potenza di 4 milioni di watt. La base si trova in Alaska. In Europa, a detta di Strano, le leggi sulle onde elettromagnetiche sono più restrittive, per cui è nato il progetto muos che si fonda sempre sulla stessa tecnologia, ma dispone solo di 2 milioni di watt. I danni all’ambiente ed agli esseri umani pare siano gravissimi ed incalcolabili. Sembra addirittura che la presenza di queste sofisticate antenne, condizioni anche la meteorologia. Ancora peggio se si pensa che le antenne più potenti sono state allocate in zone deserte e che invece la marina militare americana ha deciso di allocare il muos a Niscemi.

Alcuni giovani sono intervenuti affermando di essere contrari all’istallazione, non solo per i gravi danni ambientali o per probabili interferenze con l’aeroporto di Comiso, ma anche perché il muos, principalmente serve a «telecomanadare» aerei da guerra. «Non vogliamo ospitare macchine da guerra in casa nostra», ha dichiarato Andrea Zisa. «Noi vogliamo la pace e vogliamo che il nostro futuro sia un futuro di pace».