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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:31 - Lettori online 1220
COMISO - 16/03/2012
Attualità - Il partito si scaglia duramente contro il sindaco

Limitazione accesso ai servizi sociali, Pd contro Alfano

Decisione concretizzata con l’ordinanza sindacale 26 del 7 marzo 2012 Foto Corrierediragusa.it

Il Pd si scaglia sul sindaco Alfano per la limitazione di accesso ai servizi sociali. Con l’ordinanza sindacale 26 del 7 marzo 2012, secondo il Pd il sindaco di Comiso limita fortemente l’accesso agli uffici delle politiche sociali e della famiglia. Gli utenti, tra cui anziani, malati, disabili, ex tossico dipendenti, senza dimora, disagiati e tutte le fasce deboli, dovranno accedere ai suddetti uffici comunali solo due giorni alla settimana e solo in una specifica fascia oraria. In una nota a firma del segretario Pd Gigi Bellassai (foto), della rappresentante del gruppo donne Giusy Brullo, del segretario dei Gd Biagio Taranto e del presidente dell’assemblea Pd Fabio Fianchino, si legge: « Non ci saremmo mai aspettati che anche le fasce più deboli e bisognose fossero colpite dalle farneticazioni amministrative di un sindaco ormai alla deriva.

Tra le motivazioni di questa limitazione di accesso, si legge nell’ordinanza che presso gli uffici dei servizi sociali «risultano frequenti le interruzioni delle prestazioni lavorative per l’irregolare andirivieni di un’utenza particolarmente esigente e talvolta violenta nei confronti dei dipendenti». Signor sindaco, ma cosa scrive? O l’utenza è particolarmente esigente, quindi avrebbe bisogno addirittura di sportelli informativi adeguati e di maggiore assistenza, oppure l’utenza necessita di saltuari e limitati servizi solo due giorni a settimana.

Signor sindaco, ma cosa scrive? Utenza violenta solo perché le promesse che si fanno non vengono mantenute e la gente resta disoccupata, senza casa e senza sussidi? O solo perché un povero giovane disoccupato, in un momento di disperata confusione, ha rotto una stampante? Follia, signor sindaco. Sua e non certo di chi in preda allo sconforto - e sempre più spesso alla disperazione – «sbrocca» di fronte all’inefficienza, all’inconsistenza, alla strafottenza con cui lei, signor sindaco, affronta i problemi seri e gravi dei nostri concittadini. Sia chiaro: non giustifichiamo affatto questo tipo di azioni; la violenza è sbagliata sempre e comunque. Però comprendiamo da cosa, da dove muovono questi comportamenti.

E dovrebbe sforzarsi di comprenderlo anche lei, signor sindaco, per approcciare in modo più sereno e responsabile ai problemi, numerosi e drammatici della nostra gente. A maggior ragione se si tratta di gente bisognosa». La nota continua spiegando che proprio qualche rigo sopra, nell’ordinanza, il sindaco scrive : «la materia dell’orario di lavoro e di servizio dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni ha l’obbiettivo di rendere le attività delle stesse, funzionali alle esigenze degli utenti».

«Ci perdoni signor sindaco- continua la nota dei 4 rappresentanti Pd - ma pensare a una madre che chiede un sussidio per il latte del figlio come una minaccia per i dipendenti, o un anziano che ha bisogno di assistenza, o a un disoccupato che ha famiglia e chiede di essere inserito nella graduatoria delle case minime come ipotetici focolai di violenza, non ci fa sorridere. Ci amareggia e tanto. Cogliamo infine l’occasione per ricordare al nostro primo cittadino che in questi quattro anni di amministrazione la città è stata subissata di atti vandalici a danno di beni patrimoniali del comune, di recrudescenze micro criminali a danno di negozi e uffici in pieno centro storico, risse e che, ancora dopo tutto ciò, nessuno è stato in grado di chiedere un controllo più massiccio sul territorio o di fornire di video camere di sorveglianza quantomeno gli edifici del municipio. Un passaggio, ci sia permesso, è doveroso farlo anche nei confronti dell’assessore ai servizi sociali. Il dott. Schirmo, rappresentante dell’Udc, partito che fino a ieri ha continuato a dichiarare di essere con le famiglie e le fasce più deboli, è stato silente davanti a questo ulteriore oltraggio perpetrato dal sindaco di Comiso».