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COMISO - 23/01/2012
Attualità - Conferenza sull’economia organizzata dal Rotary club al Centro servizi culturali di Comiso

Inghilterra (Bapr) fa l´analisi sulla crisi economica

L’analisi del direttore generale della banca ragusana sulla situazione economica attuale
Foto CorrierediRagusa.it

«Tra l’inizio del 2008 e la fine del 2009 sono stati bruciati 15 mila miliardi di dollari. La crisi economica non è finita…». E’ una delle frasi che rimbomba come una eco sinistra nella sala strapiena del Centro servizi culturali di Comiso, dove l’avvocato Salvatore Inghilterra (nella foto a sinistra accanto al presidente del Rotary Vittoria-Comiso, Giuseppe De Petro), direttore generale della Banca Agricola Popolare di Ragusa parla a ruota libera e a braccio per circa 2 ore tenendo inchiodato e silente l’uditorio su un tema che di più attuale non può esserci: «Problematiche dell’economia finanziaria nel nostro tempo».

L’incontro è stato organizzato dal Rotary club del versante ipparino, probabilmente con lo scopo di fare aprire gli occhi sul drammatico momento economico che stiamo vivendo, ma senza alimentare panico. Il direttore generale della Bapr non ha nascosto niente, ha fatto una analisi lucida, spietata e realista della situazione attuale, un excursus su come si è giunti al disastro, una valutazione riflessiva sulle previsioni future. Un’analisi diretta allo stato d’animo della gente: la gente che non trova o perde il lavoro; la gente che non può accedere al mutuo bancario perché non dispone di garanzie, la gente che non può mettere su famiglia, la gente che specula sul mercato e s’arricchisce a spese dei più deboli, la gente che dalla depressione economica passa a quella psicologica.

Direttore Inghilterra, c’è da avere paura, oggi, per questa situazione economica che perdura?
«Invito la gente a non avere sentimenti di paura ma ad assumere un atteggiamento di giusta preoccupazione».

Di chi si può ancora avere fiducia, oggi?
«Della banca certamente sì, ancora il luogo tradizionale e sicuro per i risparmiatori. Ma direi che tutto il sistema italiano è sicuro, perché regge meglio l’urto della crisi. Vorrei ricordare che nessuna banca italiana ha avuto parte attiva nella crisi. Anzi, le nostre banche sono state vittime della crisi con quei titoli definiti «tossici», cioè senza valore».

E il sistema italiano nel contesto europeo come lo vede?
«Il sistema bancario europeo non ha fatto ricorso ad aiuti statali. Solo 3-4 banche hanno attinto ai cosiddetti «Tremonti-bond», fra l’altro già restituiti».

Tutti dicono che il 2012 sarà un anno difficilissimo da superare.
«Dicono il vero, purtroppo. Il Fondo monetario internazionale prevede ancora il segno negativo. Però, attenzione, il debito è enorme, ma la gente ha molti risparmi. Il problema di cui dobbiamo preoccuparci è quello di fare ripartire la crescita economica. Come? Dicendo la verità, difendendoci dalla speculazione, tutti insieme, il singolo non può defilarsi. Sappiamo anche di essere tutelati dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo salva-Stati, armi che servono a contrastare la speculazione».