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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 409
COMISO - 21/12/2011
Attualità - A Comiso non ci sono soldi per comprare il gasolio

Scuole gelate, gli alunni fanno lezione con i giubbini

Genitori e docenti si lamentano. Nonostante le ripetute segnalazioni non succede nulla
Foto CorrierediRagusa.it

Arriva il freddo ma nelle scuole manca il gasolio. Moltissime le lamentele da parte dei genitori che già da qualche giorno lamentavano i disagi dei loro figli che sono costretti a tenere anche in classe i giubbini, per non «battere i denti dal freddo». Alcune segnalazioni sono pervenute anche oggi agli uffici di competenza da parte di genitori di scuole elementari, ma pare che il problema non possa essere risolto nell’immediato.

Sulla vicenda, è intervenuto anche Giovanni Angelieri (foto) (foto), rappresentante del Mpa di Comiso, che ha dichiarato: «A nulla sono serviti i continui e dettagliati solleciti che la direzione didattica ha fatto agli amministratori per scongiurare il rischio di rimanere senza riscaldamenti. Tra i genitori c’è rammarico e fermento ma soprattutto preoccupazione per le previsioni che danno il freddo in forte aumento. I nostri figli – lamentano i genitori – sono costretti a seguire le lezioni indossando sciarpe e giubbini per proteggersi dal freddo. Siamo costretti a fare lezioni nelle aule fredde lamentano gli insegnanti ma nonostante i continui solleciti ancora nessun intervento è stato fatto. E’ una vergogna sociale, lasciare le scuole senza riscaldamento supera davvero ogni limite per il quale i nostri amministratori sono chiamati immediatamente ai ripari».


LA RISPOSTA DELL´AMMINISTRAZIONE COMUNALE
In merito alla nota diffusa dall´Mpa relativa a problemi di freddo nelle scuole, l´assessore alla Pubblica istruzione Maria Rita Schembari e l´assessore ai Lavori pubblici Roberto Cassibba dichiarano:
«Logica e buonsenso vorrebbero che quando qualcuno, cittadino o rappresentane di partito che sia, fa giustamente rilevare eventuali problemi inerenti a servizi essenziali per gli utenti, soprattutto i più piccoli, si preoccupasse di specificare a che cosa precisamente si stia riferendo. Sostenere che alunni di una scuola siano stati costretti negli ultimi giorni a sopportare il freddo all’interno delle aule tenendo addosso i cappotti e le sciarpe, e che dirigenti e docenti si siano lamentati del fatto con un’Amministrazione incapace di sopperire ai bisogni, significa quantomeno mettere in bell’ordine una serie di affermazioni approssimative e, soprattutto, false. Innanzitutto perché non si specifica quale sia fra i più di venti plessi gestiti dal Comune quello a cui si fa riferimento, poi perché si sostiene che i problemi deriverebbero da mancanza di gasolio nelle caldaie».

«L’unico plesso in cui si è registrato qualche problema – continuano i due amministratori - è stato quello che ospita la scuola primaria «Mazzini» di Pedalino, a causa di una perdita nell’impianto idrico, certo obsoleto – ma se il signor Angelieri ci volesse indicare dove attingere le risorse per rifare da zero tutti gli impianti di riscaldamento di tutte le scuole gli saremmo particolarmente grati! - che comunque i tecnici manutentori hanno in parte riparato. Altra questione – e per questa basterebbe il buonsenso di qualsiasi massaia, non certo le elucubrazioni di fine politica del signor Angelieri – è quella relativa all’eccezionalità dell’ondata di freddo che ci ha investiti a partire da lunedì scorso. Fino a giorno 19 dicembre, infatti, la mitezza della nostra primavera siciliana anticipata o del mite e prolungato autunno avevano garantito un benessere assoluto all’interno delle scuole – una delle due mani di questo comunicato appartiene ad un’insegnante che trascorre nelle aule scolastiche sicuramente qualche ora la settimana in più rispetto al signor Angelieri -; lunedì scorso, con l’avvento di temperature che durante la notte sono scese abbondantemente sotto lo zero, all’ingresso a scuola, in aule disabitate per tutto il resto del giorno tranne che per cinque ore mattutine, è chiaro che il freddo sia stato un problema, che i termosifoni non siano riusciti a riscaldare completamente l’ambiente, nonostante attivati per l’intera giornata, ed in tutte le scuole. Nessun dirigente scolastico ha fatto poi pervenire presso l’ufficio tecnico o quello della pubblica istruzione alcuna lamentela né ufficiale né per via telefonica; ed infine tutte le scuole di Comiso e Pedalino sono allacciate alla rete cittadina del metano e non soffrono quindi di «mancanza di gasolio».

«Detto questo – concludono Schembari e Cassibba -, ad ogni buon conto, vogliamo invitare il signor Angelieri a volere, durante le vacanze natalizie o subito dopo il rientro nelle scuole degli alunni di ogni ordine e grado, fare con i sottoscritti un sopralluogo per controllare assieme la veridicità di certe affermazioni e, qualora ci fossero problemi così gravi – cosa che non è, lo ripetiamo - ad aiutarci veramente come cittadino attento ed attivo, in maniera tale che la sua denuncia possa avere un «indirizzo» preciso. Altrimenti sono solo chiacchiere. Inutili, banali chiacchiere».


Mancanza di gasolio?
25/12/2011 | 17.19.15
Davide Nicaso

Ma come mancanza di gasolio!? Avete ancora i bruciatori a gasolio nelle caldaie delle scuole? Voglio credere a chi sostiene che i bruciatori siano a metano!
Occorrono bruciatori a metano e caldaie a condensazione, è inammissibile che si spendano soldi per acquistare gasolio per riscaldare, è altamente sconveniente.
Stante poi il clima mite che mediamente si riscontra a Comiso si dovrebbe valutare di installare bruciatori a pellet o a legna o quelli che bruciano tutto (scarti di noci, mandorle, ghiande, ecc.) che utilizzano "carburante" più economico. Anzi si farebbero portare a scuola dagli studenti gli scarti secchi di noci, mandorle, ecc. per contribuire gratuitamente al riscaldamento delle proprie scuole.
Tutto si può accettare, ma non il gasolio! Altrimenti, finché ci sarà energia elettrica, fate una colletta e acquistate un termoconvettore elettrico da accendere qualche ora per stemperare la temperatura nelle aule. In tempi di crisi bisogna sapersi adattare. Da qui al 9 gennaio speriamo si trovino dei rimedi..


qui quo e qua
24/12/2011 | 10.59.18
Giovanni

Ma Schembari e Cassibba hanno risposto a coro alle domande? Come Qui Quo a Qua? Cosa ha detto Cassiba? Cosa ha detto Schembari? bho.....complimenti!