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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 744
COMISO - 13/12/2011
Attualità - Le Ferrari al Magliocco, sviluppi clamorosi dopo la denuncia della Fabbrica

Alfano chiede scusa. Indagine Procura: abuso d´ufficio

La Procura ha ascoltato il sindaco riprendendo la vecchia indagine sui velivoli da turismo
Foto CorrierediRagusa.it

Il sindaco Giuseppe Alfano (foto), si scusa con una lettera aperta ai cittadini su quanto accaduto sabato 3 dicembre nella pista dell’aeroporto Magliocco, ma la Procura lo ha già ascoltato riprendendo la vecchia vicenda dei velivoli che volavano e atterravano dentro il Magliocco. Secondo notizie che trapelano con il massimo riserbo, il sindaco sarebbe stato iscritto sul registro degli indagati per abuso d’ufficio.

Ma cosa dice il sidnaco nella sua lettera? «La mia buonafede e la sincerità verso la mia città, mi danno la forza e la serenità per scusarmi con chi, pure in buona fede e strumentalmente tratto in inganno, si è sentito offeso o non ben rappresentato dal mio agire». Si riporta integralmente il testo:
«Chi mi conosce sa che, nell’esercizio delle funzioni pubbliche che, da consigliere comunale ed assessore provinciale prima e da sindaco poi, mi hanno dato l’onore di servire con passione e disinteresse la mia città, non ho mai consentito che logiche di interesse privato e personalistiche avessero la meglio sull’interesse della mia amata Comiso. Sapete tutti che, per primo, a questa regola ho inteso sottostare con fermezza, prestando obbedienza, con scrupolo e rigore morale, solo al principio del bene comune.

Non ho mai considerato la cosa pubblica come una cosa privata. Non ho mai usufruito di una auto blu per i più banali fini personali. Mai ho chiamato un autista per accompagnare i miei familiari presso luoghi di svolgimento di vita privata e men che meno l’ho fatto per la mia professione. Non ho mai scialacquato denaro pubblico per partecipare a festival musicali lontani centinaia di chilometri dalla nostra terra, né ho mai pernottato in hotel a 5 stelle extralusso per recarmi nei luoghi di impegno istituzionale. Non ho mai ricercato i confort di un posto aereo in prima classe, bensì ho preferito viaggiare in orari assurdi, pur di prenotare voli «low-cost». Per il rimborso delle mie missioni istituzionali, ho sempre rendicontato una fattura in meno, mai una in più. Non ho mai organizzato inaugurazioni fantasma, caricandole sulle spalle, già vessate, dei cittadini e non ho mai utilizzato soldi pubblici per dare incarichi a segretari particolari di politici dai nomi altisonanti.

La mia coscienza è a posto, nella consapevolezza del duro lavoro svolto per consegnare alla città, nel più breve tempo possibile, il tanto atteso aeroporto e mi rammarica il fatto che i giovani amici che oggi scatenano un putiferio più mediatico, che sostanziale, non sentano il diritto-dovere civico di conoscere quali tappe abbiamo dovuto affrontare, a quali errori abbiamo dovuto riparare, quali risorse strappate al destino dell’aeroporto abbiamo dovuto reperire, per far sì che, oggi, la vera inaugurazione del «Vincenzo Magliocco» sia una prospettiva concreta e non un semplice cavallo da battaglia elettorale. Avrei preferito che il confronto con le nuove generazioni, con i giovani della mia città, anche quando questi siano critici nei miei confronti, avesse preso le mosse da questo: dall’emersione, cioè, di una vicenda nella sua interezza, non solo negli aspetti che è conveniente strumentalizzare. L’aeroporto rappresenta la speranza di una intera provincia, di una intera regione. Ma è, per Comiso, qualcosa in più. E’ il talismano a cui aggrapparsi in un momento difficile per l’Italia, per la nostra Sicilia, per la nostra Città.
Mi rendo conto che in alcuni frangenti, come in questo caso, scorporare ed isolare un fatto da un più generale contesto lo faccia risaltare, mettendone in luce gli aspetti meno comprensibili e facendolo apparire altro e più grave di quel che sia stato in concreto.

Il progetto del sottoscritto - la cui più grave disattenzione è stata, casomai, quella di non far precedere il tutto da un’opportuna informazione che avrebbe, forse, a priori, sottratto possibilità di malevoli speculazioni a chi vorrebbe cogliere l’occasione per stornare l’attenzione da altri e ben più gravi problemi che attanagliano la città - era motivato dalla sincera volontà di reperire canali di finanziamento per il Comune che soffre soprattutto nel non riuscire a garantire il necessario sostegno ai più bisognosi. Il progetto era e rimane quello di organizzare nella prossima primavera e con il consenso della società di gestione che, nel frattempo, si è vista consegnare l’opera finalmente completata, un evento i cui proventi sarebbero stati devoluti a finanziare progetti di sostegno sociale. Un fine nobile, credo. Un fine che ho perseguito sin da subito con assoluta buonafede.

Ciò nonostante, mi rendo conto che le immagini registrate e riprodotte dal filmato abbiano potuto dare una immagine distorta di ciò che son stati i reali fatti ed abbiano potuto ledere la suscettibilità di qualcuno.

La mia buonafede e la sincerità verso la mia città, mi danno la forza e la serenità per scusarmi con chi, pure in buona fede e strumentalmente tratto in inganno, si è sentito offeso o non ben rappresentato dal mio agire.

Garantisco che ogni mio sforzo e tutto il mio impegno, come sinora è stato, continueranno ad essere investiti, semmai con rinnovata ed accresciuta determinazione, nello scopo più alto ed importante di inaugurare il nostro aeroporto, non per scopi elettorali, ma perché, dall’attimo successivo, gli aerei possano veramente atterrare e decollare, innescando quel circolo virtuoso che è sogno di un intero territorio e garanzia di un radioso futuro per noi e per i nostri giovani. Vostro, con affetto, Giuseppe Alfano».

Pronta la risposta del sindaco in merito all´apertura dell´indagine sul caso Magliocco: "Ho avuto un colloquio col procuratore Carmelo Petralia il quale mi ha ascoltato in qualità di persona informata dei fatti in merito all’indagine a suo tempo avviata in ordine alla vicenda di un eventuale abusivo utilizzo della pista dell’aeroporto di Comiso da parte di un aeroclub comisano, fatti tra l’altro contestati al sindaco che mi ha preceduto e alla sua Giunta municipale. A margine del colloquio, come mi aspettavo, mi è stato chiesto di riferire succintamente sui fatti del 3 dicembre scorso e, conseguentemente, a garanzia di tutti anche del sottoscritto, il procuratore Petralia ha deciso di avviare una specifica indagine. Concordo pienamente con tale scelta perché ritengo che in questo modo si potrà ristabilire la verità dei fatti, stravolta dalle manipolazioni mediatiche dei miei detrattori e appurare che nessuna responsabilità è ascrivibile al sottoscritto. Confido che i tempi delle indagini siano brevi al fine di ritrovare tutti quanti la serenità necessaria e permettere alla politica di occuparsi di fatti ben più importanti per il futuro della città, questi sì degni dell’attenzione dei mass media».