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COMISO - 07/12/2011
Attualità - La notizia dell’interessamento del paese sudamericano riaccende il dibattito sullo scalo

Gruppo argentino per scalo Comiso. Sì di Nino Minardo

D’Accordo Vito Riggio dell’Enac e il presidente della Regione Lomabrdo. Il deputato Nino Minardo: «Liberiamoci della farraginosità ed elefantiaca macchina della cosa pubblica»
Foto CorrierediRagusa.it

Ancora non l’hanno aperto e già ce lo vogliono togliere. Gli argentini! Il «Vincenzo Magliocco» di Comiso è oggetto di desiderio di un gruppo manageriale argentino. Lo dice con grande entusiasmo il deputato nazionale Nino Minardo, che addirittura valuta la possibilità come «opportunità di liberarci della farraginosa ed elefantiaca macchina della cosa pubblica!" L’Argentina, dunque, che ha conosciuto l’onta del fallimento un decennio prima dell’Italia, è interessata a investire a Comiso per fare business.

«Una notizia –sostiene Minardo- che conferma quanto andiamo dicendo da tempo e cioè che lo scalo comisano è importante non solo per il «lembo» di Sicilia rappresentato dalla nostra provincia e dal SudEst, ma per l’intera Isola e per il Mediterraneo. Ed è anche la conferma che l’aeroporto di Comiso è la vera ‘sfida’ della nostra gente per uno sviluppo economico futuro quanto mai fondamentale per le nuove generazioni».

Minardo ora ammette il fallimento della nostra classe politica e burocratica, vittime di pastoie che arrecano all’economia tanto danno quanto la presenza di gruppi malavitosi e mafiosi. «Oggi che siamo a completamento dell’iter e che vediamo il traguardo, oggi che abbiamo la consapevolezza di quanto farraginosi siano stati i percorsi e di come sia elefantiaca e greve la macchina della ‘cosa’ pubblica (non ultima, la ‘lenta’ consegna dello scalo dal comune di Comiso alla SoACo…), l’augurio è quello che ogni cosa si sveltisca e che ognuno degli ‘attori’ faccia bene la sua parte».

Il giovane parlamentare modicano rafforza ed esalta il pensiero del presidente dell’Enac Vito Riggio, uno che vuole «cogliere l’attimo» dell’opportunità. «Il mio plauso va a chi guarda oltre ed accelera le operazioni. Come ad esempio il Presidente ENAC Vito Riggio, il Governatore Raffaele Lombardo, di cui apprezzo e condivido l’iniziativa di coinvolgere un importante gruppo manageriale come la holding argentina che fa capo ad Eduardo Eurnekian e che gestisce già 33 aeroporti in Argentina ed altri 16 nel resto del Mondo. A dimostrazione di efficienza, conoscenza ed operatività immediata che sono gli elementi fondamentali per far ‘partire’ subito l’aeroporto di Comiso, visto che la holding sudamericana ha già contatti con le compagnie aeree senza dovere ‘bussare’, come ha detto il Governatore, alle porte di altre, dovere sborsare soldi che non ci sono ed attendere tempi biblici».

La spinta di Minardo farà sicuramente discutere tutti gli attori che da un decennio hanno aggiunto una mattonella al costruendo aeroporto. «L’ingresso di questo gruppo nell’aeroporto di Comiso, mi sembra una straordinaria opportunità, a ‘patti chiari e trasparenti’ come dice il presidente ENAC e senza che proprietari e gestori si sentano per questo ‘privati’ di diritti acquisiti. Si tratta solo di cogliere al volo un’occasione forse unica, con oggettivi benefici comuni, affidando lo scalo a gente competente, evitando anche il rischio che chi ‘mastica’ poco di cose del genere, possa compiere scelte dannose. Ognuno col suo mestiere, insomma…».

Per Minardo l’interesse di un gruppo specializzato che garantisce l’apertura e l’efficienza immediata dello scalo, è un’idea felice ed apprezzabile: "Il mio auspicio è che si colga questo aspetto, che, in sostanza, l’interesse generale ed il bene dell’intera provincia di Ragusa e di ogni zona che l’aeroporto di Comiso rappresenta, sia superiore a pensieri limitati che, in un momento del genere e a ‘pochi’ giorni dal traguardo finale, potrebbero risultare devastanti".