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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 523
COMISO - 28/10/2011
Attualità - Alfano nel mirino per l’aumento del 30% della tarsu

Tarsu cara: opposizione e associazioni diffidano sindaco

L’origine della querelle, è stata quella di avere elaborato la rimodulazione delle aliquote della tarsu, senza che questa decisione di giunta passasse dalla valutazione del consiglio comunale Foto Corrierediragusa.it

I partiti di opposizione al consiglio comunale (Pd, Progresso sud, Forza del sud, LaTorre) più Sel, Mpa, Federazione della sinistra ,Ecodem, Cittadinanza attiva, Federconsumatori, Patronato Acai/Caf, hanno presentato formale diffida nei confronti del sindaco Giuseppe Alfano (foto) e della giunta per l’annullamento della delibera con la quale sono state rideterminate le tariffe della tarsu, con un incremento del 30%, reputando tra l’altro illegittimi gli stessi aumenti ed i relativi bollettini emessi per il pagamento della tassa.

Questo il seguito di quanto era già stato annunciato in uno degli ultimi consigli comunali dove, a seguito di una mozione di revoca della delibera votata dalla maggioranza dei consiglieri comunali, il sindaco aveva annunciato che non avrebbe fatto alcun passo indietro. L’origine della querelle, è stata quella di avere elaborato la rimodulazione delle aliquote della tarsu, senza che questa decisione di giunta passasse dalla valutazione del consiglio comunale.

Nella diffida presentata, si fa invece riferimento ad un articolo di legge, secondo cui la corte di cassazione ha ritenuto il consiglio comunale competente, in via esclusiva, ad adottare i provvedimenti relativi alla determinazione ed adeguamento delle aliquote. Sempre secondo la cassazione, «appare chiaro che a livello locale il potere impositivo sia esercitato dal consiglio comunale che riceve direttamente dal popolo, il suo potere rappresentativo e non dalla giunta municipale priva di una diretta legittimazione democratica».

In definitiva la giunta di Comiso, ha delegittimato il ruolo, il potere e le competenze del consiglio comunale che rappresenta i circa 23 mila comisani che hanno diritto di voto. Il ritiro di questa delibera, secondo quanto scritto nella diffida, dovrebbe avvenire entro 7 giorni. In caso contrario, i firmatari della stessa porteranno gli atti alle competenti autorità giudiziarie con conseguente aggravio di costi per l’ente contro cui si agirà per il recupero delle spese.


non è questione di debiti ma di lungimiranza
29/10/2011 | 9.47.45
Pinella

peccato. anni sprecati a guardare la politica dal buco della serratura mentre si poteva cercare un accordo tra le parti per evitare che si arrivasse al muro contro mure. nei 10 anni di amministrazione del grande PIppo Digiacomo, in un modo o in un altro, si trovava sempre un accordo, una mediazione con i consiglieri di opposizione tra cui c´era l´attuale sindaco. oggi comiso si trova ad essere gestita politicamente dalle opposizioni e non dalla maggioranza che ha vinto nel 2008, e questo è segno di grande inadeguatezza politica. quando ci si trova davanti a problemi seri, invece di puntare il dito contro il passato, di gettare in un angolo tutti i dirigenti che hanno lavorato bene con le passate amministrazioni, si dovrebbe cercare di mediare per arrivare a soluzioni positive per il paese. da questo punto di vista, credo che in provincia di ragusa gli unici sindaci che lo hanno capito, sono Dipasquale e Buscema.