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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 1359
COMISO - 10/10/2011
Attualità - Consiglio comunale dedicato alla raccolta differenziata

Differenziata, interrogazioni e polemiche infinite

Nel mirino delle opposizioni anche un’associazione di volontariato che svolgerebbe ruoli ritenuti «poco chiari»
Foto CorrierediRagusa.it

A distanza di tre mesi dall’attivazione, la raccolta differenziata a Comiso è ancora fonte di polemiche velenose tra maggioranza ed opposizioni. A centro dell’aspro dibattito, oltre ai disservizi segnalati dai vari gruppi di opposizione, l’aumento delle aliquote della Tarsu. Da più parti politiche, infatti, è stata inoltrata la richiesta di revoca della delibera con la quale, la giunta municipale ha deciso di aumentare di circa il 30 per cento le aliquote.

Secondo i rappresentanti del Pd e della lista La Torre, la decisone di apportare queste modifiche sarebbe dovuta passare dalla valutazione del consiglio comunale. A parere della giunta no. Tra i punti all’ordine del giorno, infatti, diverse interrogazioni da discutere, quali la revoca di questi aumenti, i disagi della differenziata e i timori per la salute pubblica, pulizia e derattizzazione di alcune zone. Ma prima ancora di portare in aula queste interrogazioni, ne è arrivata un’altra oggi sempre legata alla raccolta differenziata. Da circa un mese alcuni operatori di una associazione sono stati collocati in diversi punti della città «per fornire informazioni ai cittadini» su come fare la differenziata.

Per il consigliere di Progresso sud Gaetano Cottonaro (foto) le cose non stanno così. Cottonaro ha presentato un’interrogazione che mette in luce alcune perplessità sul ruolo di questi operatori compreso il fatto che, secondo segnalazione di alcuni cittadini, aprono i sacchettini della carta, per vedere se vi sia qualche riferimento per individuare chi lo ha gettato per poi rintracciarlo e capire come mai da una zona, lo ha eventualmente conferito in un’altra.

Con il documento presentato, Progresso sud «chiede di sapere se l’amministrazione ha stipulato una convenzione con questa associazione, che tipo di convenzione è stata stipulata. Se è stata svolta una pubblica gara per affidare l’incarico. Eventualmente quanto costa all’ente. Se, in alternativa, esiste una convenzione tra la ditta Busso e l’associazione. Se i volontari sono autorizzati ad operare così come i cittadini segnalano. Se essi sono dotati di opportuni mezzi di protezione».