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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 896
COMISO - 03/10/2011
Attualità - Gli assessori Nané Amenta e Saro Schembari fanno marcia indietro

Il mercato settimanale di Comiso rimane in via Cecov

Gli ambulanti comisani vincono il braccio di ferro con l’amministrazione che aveva pensato di trasferire il mercato in via Europa. Roberto Rimmaudo: «Con questa crisi avremmo avuto un’altra batosta»

Lo aveva annunciato verso maggio l’assessore alla viabilità, Nenè Amenta (foto), e lo aveva ribadito Saro Schembari, assessore alle attività produttive. Il mercatino settimanale doveva cambiare logistica perché là dove si trova a tutt’oggi, crea problemi. Dopo quasi 25 anni, i due assessori avevano proposto un cambiamento di zona, trasferendo il mercato dalla via Cecov, che si trova accanto al campo sportivo, alla via Europa, che costeggia la piscina comunale. Le motivazioni erano state ben spiegate: problemi di viabilità e lamentele dei residenti che sono costretti a convivere non solo con il rumore dei mezzi di trasporto che cominciano a scaricare verso le sei di mattina, ma con i rifiuti maleodoranti che si cumulano fino al tardo pomeriggio.

La risposta degli ambulanti a posto fisso, non ha lasciato dubbi in merito: un secco no! Quest’estate, verso luglio, hanno raccolto più di 500 firme, tra quelle degli stessi ambulanti, e gli acquirenti, per far desistere l’amministrazione, da questa scelta definita «inopportuna». Oggi, Roberto Rimmaudo, rappresentante degli ambulanti, ha parlato di vittoria dell’ambulantato che, in un momento di crisi economica non può permettersi sperimentazioni dannose per l’economia. « Se si fosse dato seguito a questa scelta – ha dichiarato Rimmaudo – il mercato di Comiso avrebbe subito una batosta pesante. Tra l’altro, proprio quello di Comiso è uno dei mercati che va più forte rispetto ad altri. Un suo spostamento avrebbe determinato un crollo nelle vendite perché la zona designata, è troppo fuori mano, non è servita da mezzi pubblici e gli spazi per eventuali parcheggi, sono troppo distanti».