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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:21 - Lettori online 933
COMISO - 13/09/2011
Attualità - La vicenda risale ai primi mesi del 2011

Trasferimento "punitivo", condannato il Comune di Comiso

Biagia Brafa, con la mansione di caposervizio, ha adito le vie legali contro la disposizione di servizio che la trasferiva da Comiso a Pedalino

Il Comune di Comiso condannato per un provvedimento ritenuto «ritorsivo» ai danni di una dipendente. La sentenza è stata emessa qualche giorno fa. La vicenda risale ai primi mesi del 2011, quando una dipendente del comune, Biagia Brafa, in servizio dal 1992, ha manifestato «apertamente e formalmente i propri dubbi in merito alla legittimità dell´iter seguito per l´espletamento di una pratica».

A seguito di ciò, alla Brafa è stata notificata una disposizione di servizio con la quale la stessa, veniva trasferita a Pedalino, frazione di Comiso, che dista circa 15 chilometri dalla città. La dipendente, peraltro categoria D caposervizio da tempo, ha adito le vie legali patrocinata dall´avvocato Fabio Pollara di Vittoria. Il Tribunale di Ragusa ha testualmente rilevato che si tratta di «un trasferimento punitivo, dettato esclusivamente (motivo illecito esclusivo) da un intento ritorsivo, in quanto attuato temporalmente a ridosso del diverbio avuto il 25.1.2011 e della contestazione di addebito di pari data, ovvero il 28.1.2011, nella totale inesistenza di ragioni organizzative tali da indurre l´amministrazione ad assegnare un dipendente di categoria D nella sede decentrata di Pedalino, che ne ha sempre fatto a meno.

«Si configura quindi il pericolo concreto di lesione della dignità della lavoratrice, sostanzialmente emarginata, illegittimamente, dal luogo di lavoro, ordinando al Comune di Comiso di riassegnare immediatamente la lavoratrice al servizio e condannando lo stesso al pagamento delle spese di lite di entrambi i gradi di giudizio».