Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:55 - Lettori online 1343
COMISO - 24/01/2008
Attualità - Comiso - Via libera dal Ministero degli Interni

Due progetti per i rifugiati
ammessi a finanziamento

Per complessivi 300mila euro: soddisfatta l’assessore Latino Foto Corrierediragusa.it

Il Ministero degli Interni ha ammesso al finanziamento del fondo nazionale per le politiche ed i servizi dell´asilo i due progetti presentati dal comune di Comiso per l´attivazione delle misure di accoglienza, integrazione e tutela dei richiedenti asilo politico. A beneficiare di questi finanziamenti sono 15 soggetti adulti ospitati presso la struttura «Madonna del Buon Consiglio» nell´ambito del progetto «Farsi Prossimo» e 10 soggetti categoria vulnerabile presso Villa Bertini.

A gestire l´operatività dei servizi sono rispettivamente la Fondazione «San Giovanni Battista» di Ragusa e la Cooperativa «Il Dono». Comiso ha ottenuto altresì un finanziamento straordinario che ha permesso di incrementare temporaneamente il numero dei posti in accoglienza e questa misura eccezionale risponde all´esigenza di far fronte ad una situazione critica di sovraffollamento di persone richiedenti protezione umanitaria: è la fondazione «San Giovanni Battista» a gestire presso una loro struttura nel centro storico di Comiso questa nuova emergenza.

L’assessore alle Politiche Sociali Ivana Latino (al centro nella foto) esprime soddisfazione per i nuovi finanziamenti, il cui totale ammonta a circa 300mila euro e che vedono, tra l´altro, il Comune di Comiso tra i primi posti nella graduatoria nazionale, a conferma e riconoscimento della qualità del lavoro messa in atto e maturata in questi anni. «Mi rendo conto, però, ? ha dichiarato l´assessore Latino ? che a beneficiare di questo nuovo intervento sono poche persone, una piccola goccia in mezzo all´oceano di disperati che fuggono dalla persecuzione, dalla miseria, dalle guerre e affidano il loro destino e la loro vita alle carrette del mare e a scafisti e basisti, dubbi personaggi di una nuova e lucrosa imprenditorialità multinazionale, diffusa e ramificata.

Tutti questi progetti che si ispirano altresì ai valori etici e morali della Caritas Diocesana di Ragusa non si limitano alla prima accoglienza, ma promuovono tutta una serie articolata di misure di accompagnamento, attraverso forme di dialogo e protocolli d´intesa con il sistema del welfare locale. Sarebbe, infatti, presuntuoso se non velleitario pensare che solo un Ente possa affrontare e risolvere tale problema. La promozione del lavoro in rete con il coinvolgimento attivo di tanti soggetti e l´interazione dei servizi territoriali, quali per esempio l´alfabetizzazione scolastica, i tirocinii formativi presso aziende, l´inserimento lavorativo, l´orientamento, il sostegno per l´assistenza abitativa con l´ANFE già sperimentata positivamente negli anni precedenti, riuscirà anche questa volta a raggiungere l´obiettivo dell´integrazione.»

«Quale responsabile dell´Ente gestore ? ha aggiunto Salvatore Brullo ? posso dichiarare con soddisfazione che, grazie a questo sforzo collettivo, l´integrazione degli stranieri è possibile e praticabile e produce anche effetti positivi per tutta la collettività. Gli immigrati che hanno trovato occupazione stabile, infatti, pagano regolarmente gli affitti, mandano i loro figli a scuola, pagano le tasse e partecipano attivamente alla vita sociale apportando il loro contributo. Questo modello di accoglienza integrato dello SPRAR (Sistema di Protezione dei Richiedenti Asilo, Rifugiati e destinatari di protezione umanitaria) è stato presentato ultimamente a Bruxelles nella sede del Parlamento Europeo ed ha suscitato interesse e curiosità: l´intreccio delle reti locali con la rete nazionale, la diffusione capillare dei progetti territoriali, il forte protagonismo degli Enti locali e la loro collaborazione con la realtà del terzo settore, hanno stimolato nei colleghi europei riflessioni sulla funzionalità del sistema e sulla sua replicabilità in altri stati membri».