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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:31 - Lettori online 1352
COMISO - 25/07/2011
Attualità - L’avvocato Scapellato affida le sorti dell’aeroporto alla politica

Magliocco: le verità nascoste del consulente del progetto

L’Enac ha consegnato le certificazioni sulla struttura del Magliocco. A fine luglio è probabile la consegna alla So.A.Co. Ma Tremonti ancora non firma. Perché
Foto CorrierediRagusa.it

Dai collaudi della struttura alla vicenda del sedime, dai 4,5 milioni di euro della regione ai falsi problemi che ritardano l’apertura della struttura, l’avvocato Gianni Scapellato (nella foto), consulente per l’attuazione del progetto di riqualificazione dell’ex base Nato, in aeroporto civile ci anticipa clamorose rivelazioni toccando tutti i punti in maniera chiara. Innanzitutto l’anticipazione sulla consegna dei verbali di certificazione al comune, ed il relativo passaggio alla società di gestione. «L’Enac – ha dichiarato l’avvocato Scapellato – ha consegnato qualche giorno fa tutti i verbali relativi alle certificazioni, quindi il passaggio alla So.A.Co dovrebbe essere imminente».

Consegnata la struttura alla So.A.Co, pare siano disponibili anche 4,5 milioni di euro da parte della Regione, anche se ancora non si sa chi dovrà gestirli?
«A mio avviso, la domanda da porsi è: a cosa servono? Se sono stanziati per incentivare lo start up di un vettore low cost che si impegni a portare un volume significativo di passeggeri, allora la gestione potrebbe essere a carico di enti pubblici e/o associazioni datoriali e di categoria, interessate».

Lei ha parlato di un eventuale falso problema simile a quello del sedime, quale potrebbe essere?
«Il falso problema è quello, da ciò che ho sentito, che dovrebbero servire per le spese dei controllori di volo, perché tali costi sono a carico dello Stato secondo la nuova versione del codice di navigazione che equipara, ai fini degli oneri di servizio, gli aeroporti comunali, provinciali e regionali, a quelli statali. Tra i servizi, anche quelli dei carabinieri, dei vigili del fuoco ecc.».

Se è tutto pronto, perché manca ancora la firma del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti?
«Anche questo è strettamente legato alle spese di cui ho detto. E’ un problema di contabilità pubblica, di impegno di spesa delle somme che deve avere una specifica data di inizio. In breve, le somme, da quando devono essere impegnate? Qualcuno, dovrebbe comunicare la data a Tremonti!»

Avvocato Scapellato, lei ha parlato di un falso problema legato al sedime, che ha ritardato l’apertura dell’aeroporto, già di tre anni. Di che si tratta?
«Nel 1998, quando il sedime era in territorio di Comiso e di proprietà del demanio della Difesa, non esisteva una legge su come trasferire questo sedime per riqualificare l’aeroporto da militare a civile. Nel 2011 questa legge ancora non c’è. Per cui, secondo la finanziaria dell’epoca, la conferenza dei servizi che approvava i progetti di riqualificazione dei demani abbandonati, trasferì il terreno demaniale al comune di Comiso che, in tutti i casi, era proprietario dell’aeroporto da realizzare con finanziamenti europei erogati al comune definito «beneficiario finale dell’opera». L’adozione di questa normativa, fu finalizzata a dare al comune i titoli per indire la gara sulla gestione, che nessuno voleva fare. Adesso, la politica con la «p» minuscola, tenta di disfare tutto il ben fatto, attaccando l’aeroporto nell’unico punto nevralgico: l’assenza di quella legge! Eppure la mia impressione è che l’aeroporto sia stato realizzato dalla politica con la « P « maiuscola, compreso il primo governo Berlusconi che ha contribuito attivamente alla realizzazione dell’opera!»