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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 1055
COMISO - 04/06/2011
Attualità - Persi a Comiso 3 mila posti di in 3 anni (400 nel settore lapideo)

Il dramma disoccupazione nel convegno Pd a Comiso

Il responsabile lavoro del Pd nazionale Fassina: «Ripristinare lo stato sociale». Il presidente della Crias Alescio: «Incentivare i licenziamenti per favorire nuove assunzioni»
Foto CorrierediRagusa.it

Nuovo lavoro, lavoro nuovo per i giovani del mezzogiorno, è stato il tema affrontato al convegno organizzato a Comiso dal Partito Democratico. Tra i testimonial Stefano Fassina (nella foto con Gigi Bellassai), responsabile Pd nazionale delle politiche del lavoro. Il tema del lavoro e della disoccupazione non poteva non suscitare interesse anche tra i più importanti rappresentanti del mondo del lavoro, dal presidente della Crias Rosario Alescio, al presidente della Camera di commercio di Ragusa, Giuseppe Cascone, al segretario provinciale della Cgil, Giovanni Avola, presenti tutti a confermare i dati allarmanti sula disoccupazione in provincia di Ragusa, ed in particolare a Comiso.

Stefano Fassina ha parlato delle proposte del Pd a livello nazionale, che passano dalla modifica della finanziaria ad una serie di misure per l’incentivazione dell’occupazione soprattutto nel mezzogiorno d’Italia. Compreso anche il sussidio di disoccupazione «segno di uno governo in cui sarà ripristinato lo stato sociale». A seguire, il segretario cittadino del Pd, Gigi Bellassai che ha parlato della perdita di circa mille posti di lavoro in tre anni a Comiso, di cui solo 400, nel settore lapideo che era l’asse portante dell’economia locale.

Numeri confermati anche da Rosario Alescio. Proprio Alescio, presidente della Crias, ha fatto un intervento «coraggioso», parlando proprio di proposte e di scelte coraggiose: «Bisogna attuare la flessibilità in uscita – ha spiegato Alescio- una scelta del genere, ridurrebbe il precariato in quanto le imprese ricorrono alla stipula di contratti atipici per sfuggire alla rigidità del rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Se invece si dà la possibilità di licenziamento, anche monetizzandolo, si evitano contratti precari, si assume nuovo personale e si crea lavoro».