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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 663
COMISO - 27/05/2011
Attualità - Il centro storico si svuota e i negozi chiudono

Ascom denuncia, commercio in crisi profonda

Salvatore Digiacomo, presidente dei commercianti: «Strategie per creare occupazione inesistenti»
Foto CorrierediRagusa.it

Centro storico abbandonato, negozi chiusi, misure per l’occupazione assenti e non solo. Il presidente dell’Ascom di Comiso, Salvatore Digiacomo (nella foto), fa l’analisi sullo stato delle cose nel comparto commerciale. «Nel giro di poco tempo – ha commentato Digiacomo – nella sola via San Biagio, fulcro del centro storico di Comiso, 14 esercizi commerciali hanno chiuso. Alcuni definitivamente, altri per spostarsi in periferia dove si pensa ci possano essere più possibilità di business».

I numeri non lo smentiscono, perché da 750 negozi sparsi sul territorio comisano nel 2008, si è passati a circa 600 ad oggi. Secondo il presidente che tra l’altro rappresenta l’associazione di categoria più grossa a Comiso, il centro storico è stato completamente abbandonato a se stesso, creando così un decentramento delle varie attività commerciali nelle periferie dove però, i negozi sono distribuiti a macchia di leopardo e dove diventa difficile creare un circuito commerciale. La disamina di Digiacomo continua: «Anche le strategie per creare occupazione sono del tutto inesistenti. Infatti come presidente Ascom, non ho più avuto notizie sul regolamento per la realizzazione di 20 gazebi destinati a commercianti ed artigiani. 20 postazioni distribuite nel territorio, che avrebbero dato lavoro a 20 persone».

Ma quella di Salvatore Digiacomo non è stata una voce isolata. Lamentele anche sul fronte degli ambulanti a posto fisso, 14 a Comiso e 8 a Pedalino, che dal 2010 hanno chiesto di avere un posto nel mercatino settimanale, ma che sono ancora in graduatoria. Richieste per attività di vendita di fiori nella zona del cimitero, che non trovano riscontri a causa di un regolamento che sembra immodificabile. Operatori agricoli che aspettano da circa sei mesi la creazione del mercatino contadino che invece, in altri comuni ha riscosso notevole successo.

Produttori agricoli e commissionari che aspettano ancora la messa in funzione della mercuriale telematica presso il mercato ortofrutticolo, e che consentirebbe di avere il prezzo dell’ortofrutticolo dei mercati nazionali ed internazionali, in tempo reale. Questa sembra essere la fotografia che non solo le associazioni di categoria hanno fatto, ma che trova conferma tra i diretti interessati dei diversi comparti produttivi.