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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1071
COMISO - 22/09/2007
Attualità - Comiso - L’assessore all’ambiente auspica una svolta culturale e politica

Incendi dolosi devastanti
Giro di vite di Bellassai

Solo la sinergia tra le varie forze ha evitato danni peggiori Foto Corrierediragusa.it

Sono sei gli incendi che hanno devastato il territorio comisano nel periodo estivo appena conclusosi. Un quadro devastante che ha causato la morte di numerosi animali, devastazione ambientale e danni economici ingenti al turismo.

In particolare quelli che hanno interessato vaste aree sono stati quelli del 26 giugno, che ha causato la distruzione di 60 ettari di macchia mediterranea al confine di Cava Porcaro, e quello del 2 luglio che ha causato la distruzione di 15 ettari di carrubeto di cui oltre il 40% all’interno del Parco di Cava Porcaro. In entrambi gli interventi, oltre ai Vigili del fuoco, al Corpo Forestale, ai Vigili Urbani, sono intervenuti a supporto delle forze dell’ordine il dirigente del settore Gabriele Tranquillo e i responsabili del servizio di Protezione Civile.

Soddisfatto dell’impegno profuso dalla sinergia di tutte le forze interessate, l’Assessore alle Politiche del Territorio e Ambiente Gigi Bellassai (nella foto), ha dichiarato: «Il sollecito intervento costituito dall’efficace sinergia di tutte le forze operanti ha fatto si che l’incendio fosse contenuto all’esterno del parco».

L’approvazione della legge 353 del 2000 in materia di incendi boschivi ha fatto si che negli anni, pur nella persistenza degli atti incendiari, ci sia stato un miglioramento costante. La normativa si basa su tre principi: previsione, prevenzione e lotta attiva. Stabilisce un ruolo attivo per le Regioni e gli Enti locali che si sono dotati di piani regionali contro gli incendi boschivi, revisionati annualmente e concordati con Corpo forestale, Vigili del Fuoco e Protezione Civile. Il pilastro della legge, è l’istituzione da parte delle regioni del catasto delle aree incendiate, con apposita cartografia delle aree che sono state percorse dal fuoco. Questo strumento, vuole colpire le principali cause di incendi in alcune aree del nostro Paese, ovvero l’ intreccio tra interessi locali, affari e criminalità. Vincolando la destinazione d’uso di queste aree per 15 anni, si stroncano gli interessi di chi usa il fuoco per passare al cemento, per pascolare o fare affari con l’indotto del rimboschimento.

Continua Bellassai: «l’amministrazione comunale di Comiso si è e gia impegnata a costituire il catasto delle zone incendiate, ritenendo l’ istituzione dello stesso la via da perseguire per giungere ad una soluzione, infatti, si tratta di una buona legge, che vuole prevenire e perseguire adeguatamente il fenomeno. Nella maggior parte dei casi gli incendi sono atti criminali, e come tali vanno affrontati. Per uscire dall’emergenza ? conclude l’assessore ? non occorrono scelte accentratrici e d’immagine. C’è bisogno di una svolta culturale e politica che operi per uno sviluppo sostenibile, tutelando il patrimonio naturalistico che è una risorsa preziosa per l’economia locale».