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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:19 - Lettori online 1456
COMISO - 14/02/2011
Attualità - Comiso: si susseguono le prese di posizioni dopo la notizia sull’accoglienza dei tunisini

Berlusconi forse in visita allo scalo di Comiso adattato a centro accoglienza per profughi

Dopo Mineo e Lo avrebbe fatto intendere il ministro dell’Interno Roberto Maroni in conferenza stampa. Alfano reduce dal vertice in Prefettura: «No barattiamo l’aiuto umanitario con altro». Di parere diverso Sebastiano Failla: «Sì agli aiuti a condizione che lo Stato ci dia subito le autorizzazioni che servono»
Foto CorrierediRagusa.it

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (foto) potrebbe essere a Comiso domani per visitare l’area aeroportuale del Vincenzo Magliocco e rendersi conto delle reali possibilità che ha la struttura, pronta ad ospitare i profughi tunisini. Dopo Mineo e Catania il premier potrebbe decidere di fare un salto anche a Comiso. Lo avrebbe fatto intendere il ministro dell’Interno Roberto Maroni in conferenza stampa a Roma. Berlusconi e Maroni saranno a Catania e a Mineo in mattinata, non è escluso che dopo si recheranno anche a Comiso. La notizia trapela da indiscrezione ma va presa con il beneficio dell’inventario.

Intanto, la notizia della messa a disposizione dell’area aeroportuale che abbiamo lanciato stamattina ha acceso un dibattito di altissimo livello. Dopo la presa di posizione del segretario provinciale del Pd Salvo Zago si registrano altri interventi. Ancora una volta Comiso dà tutta la sua generosità. Prima i kosovari, adesso i tunisini. Ma quando lo Stato farà di tutto per rendere agibile l’aeroporto comisano?

Il sindaco Giuseppe Alfano ha dichiarato di non essere disponibile a barattare l’aiuto umanitario con qualsiasi altra cosa: «Non voglio barattare –dice Alfano- l’aiuto umanitario con qualsiasi altra cosa, certo è che il governo nazionale, nell’ipotesi in questione, terrà in adeguata considerazione il supporto da noi fornito. Sono stato contattato nelle prime ore di sabato mattina dalla Prefettura, che mi ha informato che era intenzione del ministero spostare alcune decine se non centinaia di profughi anche qui, nell’ex base comisana. Se da un lato ho dato la mia disponibilità all’aiuto umanitario, dall’altra ho chiesto garanzie sulla tutela della struttura aeroportuale, prossima alla zona individuata nel corso del sopralluogo. In ultima analisi è stato ritenuto possibile destinare una piccola porzione di superficie dell’ex base per allocare una tendopoli. Si tratterebbe di un’area di circa 7000 metri quadrati, recintata ed in sicurezza, che potrebbe essere utilizzata facilmente allo scopo».

Di diversa idea Dalla il vice presidente del Consiglio provinciale Sebastiano Failla. «Lo Stato bussi a Comiso con le autorizzazioni in mano. In caso contrario la porta di Comiso rimarrà chiusa. Siamo un popolo che ha sempre favorito politiche di accoglienza, ma stavolta lo Stato per entrare a Comiso deve ricordarsi di onorare un impegno, quello cioè di liberare le necessarie autorizzazioni che ancora impediscono a questo territorio di avere un aeroporto in grado di sostenere e rilanciare la propria economia e la competitività delle imprese, che perdono sempre più terreno in virtù di incredibili ritardi».

Anche Pippo Digiacomo, sindaco di Comiso all’epoca dell’ospitalità dei kosovari, interviene per affermare: «Il governo non ci chieda sforzi straordinari se non è in grado di rispettare gli impegni ordinari. Comiso, come ha già fatto in passato, saprà rispondere bene ad una situazione d´emergenza umanitaria come l’attuale".