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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 905
COMISO - 05/02/2011
Attualità - Comiso: l’associazione dei commercianti innesca la polemica sulle aree per chioschi

Il «no» dell’Ascom al regolamento chioschi

Il presidente Salvatore Digiacomo: «Si accolgano i nostri consigli, si coinvolga l’associazione nella redazione del regolamento definitivo»
Foto CorrierediRagusa.it

Regolamento chioschi, l’Ascom di Comiso dice «no». Il presidente Salvatore Digiacomo: «Vengano accolti i nostri consigli!» Dopo quasi tre anni dalla deliberazione con la quale erano state individuate le cosiddette «aree bianche», con parere favorevole dei vigili urbani aree destinate alla allocazione di chioschi commerciali, si torna a parlare del regolamento per l’attivazione di detti chioschi. Ed è subito polemica.

L’Ascom di Comiso lamenta il mancato coinvolgimento nella redazione definitiva del regolamento sui chioschi. Il presidente dell’associazione di categoria dei commercianti, Salvatore Digiacomo (nella foto) aveva esternato il suo malumore in merito già da tempo. Ma nonostante ciò, il documento definitivo è stato redatto ed è pronto per essere sottoposto al vaglio del consiglio comunale, lunedì 7 febbraio.

«Dopo aver manifestato il nostro malumore in proposito- ha dichiarato Digiacomo- abbiamo ricevuto l’invito da parte dell’assessore alle Attività produttive Michele Assenza a presentare una relazione per apportare alcune modifiche di cui speriamo che il civico consesso, in fase di adozione dello strumento, possa tenere conto».

Ma il presidente esterna anche dei dubbi in merito a queste eventuali modifiche, chiedendo quali siano, perché a suo dire «non si ha la specifica dei settori merceologici. Inoltre, trattandosi di strutture che saranno installate su aree pubbliche, è evidente che la loro finalità dovrà essere solo commerciale e non anche artigianale».

Tra i punti contestati, anche quello che contempla incentivi per i commercianti che, avendo locali in affitto, li dismettono, ottenendo un punteggio aggiuntivo per la predisposizione della relativa graduatoria finalizzata ad ottenere l’assegnazione dei chioschi. «Non siamo d’accordo neppure in questo caso – continua Digiacomo – perché si privilegia chi chiude un’attività, magari proprio in centro storico, piuttosto che incentivare chi decide di aprirla».