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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 881
COMISO - 31/10/2010
Attualità - Comiso: a sette mesi dalla firma del protocollo d’intesa ancora tutto fermo

Aeroporto: firma decreto o Digiacomo si incatena a Roma

Molte compagnie sono disposte a investire, ma si rischia di perdere un altro anno inutilmente
Foto CorrierediRagusa.it

Se lo dice, lo fa. Pippo Digiacomo (nella foto) va preso sempre sul serio, anche quando sembra che scherzi. Il prossimo 15 dicembre s’incatenerà a Roma, davanti alla sede del ministero dei Trasporti: utilizzando gli utensili già usati quando s’incatenò simbolicamente davanti al Magliocco di Comiso.

«Sono passati 7 mesi dalla questione del protocollo d’intesa e ancora si mena il can per l’aia – attacca il deputato del Pd- Probabilmente i cittadini della provincia iblea non ricorderanno quanto tempo è passato da allora e la struttura diventa sempre più una vergogna nazionale, uno sfregio per il mezzogiorno d´Italia e per la Sicilia».

Digiacomo cita gli aeroporti del Nord a mo’ d’esempio. Perché nel cuore della terra leghista le cose si fanno alla svelta. La burocrazia c’è ma non s’avverte. «E pensare che quando a Verona dovevano partire i lavori dell´aeroporto «Valerio Catullo», siccome lì non si poteva rimanere «a piedi» neanche un minuto, in dieci mesi aprirono Brescia Montichiari con un investimento a perdere di quaranta miliardi di lire e forse più».

E fa ancora più rabbia, sostiene Digiacomo, sapere che «adesso che Verona ha riaperto, Brescia è rimasta una vuota cattedrale nel deserto. E a Comiso, dove tutte le più importanti compagnie aeree sono disposte a portare i loro voli (da Alitalia a Ryan Air e tante altre) passano mesi dopo mesi con il rischio che salti un´altra stagione o addirittura un altro anno. Pertanto, il 15 dicembre, qualora non fosse ancora firmato il decreto d´apertura dell´aeroporto di Comiso, m´incatenerò davanti ai cancelli del Ministero dei Trasporti».