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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 376
COMISO - 19/09/2007
Attualità - Il dibattito sulle trivellazioni e sull’eolico

Comiso dice no alle trivelle
"Ma ben venga l´eolico"

Il sindaco Digiacomo: "valorizzare in primis il territorio" Foto Corrierediragusa.it

Un sì con riserva all’eolico, un no senza appello alle trivellazioni. Questa in sintesi la posizione del comune di Comiso. Secondo il sindaco Pippo Digiacomo «Bisogna innanzitutto partire dal paesaggio ibleo, dalle sue forme, dai suoi colori e dalle sue peculiarità che ne fanno davvero un panorama unico al mondo. Siamo in una terra storicamente tagliata fuori dai circuiti turistici del Mediterrane - dice il sindaco - che ha registrato negli ultimi dieci anni tantissime opportunità di sviluppo (Montalbano, riconoscimento Unesco, aeroporto di Comiso, porto di Pozzallo, porto turistico di Marina di Ragusa, corsi di Laurea in lingue orientali, etc.), che stanno rappresentando una vera e propria scommessa per il nostro territorio in grado di muovere enormi interessi con ricadute importanti sull’economia e sull’occupazione".

Secondo Digiacomo, per quanto riguarda l’eolico "non si può fare a meno oggi di questa importante fonte di energia rinnovabile, ma occorre trovare un compromesso che permetta lo sfruttamento di questa risorsa energetica preservando le ragioni ambientaliste. A tal proposito - si domanda il sindaco -come mai non si è pensato di coinvolgere un team di architetti paesaggisti che possa fare uno studio sul territorio e verificare la fattibilità di questo progetto? Credo - prosegue - che questo sia un passaggio importante che possa dare indicazioni precise sulle scelte da intraprendere. In ogni caso, ritengo che le decisioni non possano essere demandate ai singoli comuni. Occorre invece un piano provinciale che, dopo un’attenta valutazione ambientale, individui i luoghi dove installare gli impianti".

A questo proposito Digiacomo ritiene importante un cambiamento della strategia attraverso una volontà a lavorare sul cosiddetto mini-eolico, cioè l’utilizzo di installazioni a bassissimo impatto visivo rispetto ai giganti di 60 metri che siamo soliti vedere. "Ritengo - aggiunge - che andrebbe anche valorizzato e potenziato il fotovoltaico e il solare termico incentivando il suo utilizzo come la nostra amministrazione sta facendo nella revisione generale del piano"

Assolutamente contraria invece è la posizione rispetto alle trivellazioni nella Val di Noto. Qui la riflessione è ancora più seria perché impatta in maniera pesante nelle decisioni sul modello di sviluppo del territorio. Non ci si può solo fermare alla realizzazione degli impianti, ma occorrerebbe valutare anche tutte le problematiche di natura geologica che si verrebbero a determinare e arrivare quindi a tirare le somme sul rapporto costi-benefici. "La nostra posizione - conclude Digiacomo - non può dunque che essere solidale col fronte del no perché sono altre le linee di sviluppo del territorio: l’agricoltura di qualità, la valorizzazione delle risorse ambientali e culturali, i paesaggi e i beni architettonici".