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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 711
COMISO - 04/09/2010
Attualità - Roma: il presidente della Regione continua a ritenere che il protocollo sia una "porcata"

Aeroporto di Comiso, pressing serrato su Raffaele Lombardo

Il sindaco Alfano si dice ancora fiducioso: "Tra poco tutto si sbloccherà". Digiacomo rinvia lo sciopero della fame e il sindaco di Comiso espone il suo punto di vista

Pressing alto sul presidente della Regione. Il no di Lombardo a Berlusconi e Tremonti per la firma del protocollo che dovrebbe sancire il passaggio del sedime aeroportuale di Comiso dallo Stato alla Regione ha seminato lo scompiglio. L’aeroporto di Comiso è diventato uno strumento di contrattazione e di confronto nella più vasta partita che il presidente della regione sta giocando con il governo Berlusconi a tutti i livelli, Fondi Fas, precari, stretto di Messina ed appunto trasporti. Il presidente Lombardo è stato irremovibile e varranno forse a poco gli appelli che tutta la provincia di Ragusa gli ha rivolto. Dalla triplice sindacale che minaccia azioni eclatanti se il presidente non muta la sua posizione al sindaco Nello Dipasquale ed a Nino Minardo, parlamentare dell’area Miccichè del Pdl, che avverte come la corda rischia di spezzarsi se si tira troppo.

Nino Minardo si appella anche ai suoi colleghi parlamentari perché facciano pressione su Lombardo e tra le righe critica il silenzio di chi, come Riccardo Minardo, braccio destro del presidente in provincia, finora ha mantenuto una posizione defilata. In questo clamore di comunicati ed appelli stupisce anche il silenzio della Soaco o meglio del suo maggiore azionista, la Sac di Catania, che sulla carta dovrebbe ricevere i maggiori danni dalla permanente chiusura dell’aeroporto di Comiso in cui la società di gestione dell’aeroporto di Catania ha investito a piene mani. Dovrebbe essere proprio la catanese Sac ad aprire un dialogo con il catanese Lombardo e magari aprire una battaglia che finora non è stata neppure annunciata. L’idea che la chiusura dell’aeroporto di Comiso convenga più della sua apertura si fa sempre più strada alla luce delle ultime vicende.

Ritorna così il vecchio ritornello: quanto conviene a Catania che Comiso apra? Il presidente dell’Enac, Vito Riggio, sostiene che il sistema aeroportuale siciliano ha due poli interdipendenti e complememtari, Palermo-Trapani e Catania-Comiso; il primo è stato realizzato e vive di buone fortune, il sud est della Sicilia deve ancora attendere. I 50 milioni di investimento sull’aeroporto di Comiso restano inutilizzati per una firma che non arriva ancora.

ORE DI PASSIONE PER IL MAGLIOCCO
Ore di passione per l´aeroporto Magliocco di Comiso. Il presidente della Regione Raffaele Lombardo, in una lettera inviata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, precisa che non apporrà la sua firma al protocollo d´intesa e chiede delle modifiche che a Roma, martedì, durante un lunghissimo confronto, è parso chiaro che sarà difficile ottenere.

Lombardo, in particolare, chiede che sia specificata la valenza nazionale dello scalo e che lo Stato si accolli le spese relative alla sicurezza e all´assistenza al volo, così come avviene per altri aeroporti «come quelli di Ancona o La Spezia, che hanno un volume di traffico irrisorio se messo a confronto».

Senza la firma della Regione, secondo quanto prefigurato dal presidente dell´Enac, Vito Riggio, si aprirebbe una nuova partita che azzererebbe tutto il lavoro sin qui svolto, con l´attribuzione dello scalo al Demanio e la necessità di bandire una nuova gara per la gestione. In questo modo, i tempi del decollo si allungherebbero di circa tre anni, ammesso che ricorsi e controricorsi non sotterrino per sempre le speranze di una provincia che resta all´ultimo posto in Italia per dotazioni di infrastrutture.

L´impressione è che, insieme con la gestione delle autostrade e l´acquisizione della Tirrenia, Comiso sia diventato uno dei tavoli sui quali Roma e Palermo giocano una complessa partita sui nuovi rapporti economici fra il governo centrale e quello regionale alla luce della riforma in senso federale dello Stato.

Gli altri attori presenti al vertice di Roma avevano apposto la firma in calce al documento: il ministero dellla Difesa e il ministero dell´Economia, l´Aeronautica militare, l´Enac e il comune di Comiso. Ma non è bastato.

Al vertice di Roma era presente anche l´assessore regionale Luigi Gentile, che, come accennato, non ha firmato il protocollo d´intesa su espresso mandato di Lombardo, ancora convinto che il protocollo resti una "porcata".

Lombardo ha evidentemente reputato penalizzante per l’isola e per il territorio ibleo il contenuto del protocollo. «In alternativa – aveva precisato il presidente Enac – il terreno passerebbe al ministero dei Trasporti e, a titolo gratuito, all’Enac, che dovrebbe poi procedere ad indire una nuova gara, con tutte le conseguenze del caso». La firma della Regione a Roma per il passaggio del terreno smilitarizzato dallo Stato alla Regione e, successivamente, al comune di Comiso, avrebbe scongiurato questa ipotesi.

Per procedere in questo senso, però, il terreno sul quale sorge l’aeroporto sarà classificato come «non di interesse nazionale», per giustificare il passaggio di consegne da Stato a Regione di un’area sulla quale era già stata realizzata la struttura, e di cui il consiglio comunale di Comiso si era per giunta attribuita la titolarità. La classificazione dell’aeroporto, come assicurato da Riggio, sarà determinata in una fase successiva. Eppure, nel protocollo, si individuerebbe già l’aeroscalo come regionale, e non nazionale. Forse anche per questo motivo la Regione non ha apposto la firma.

A margine dell´incontro romano, il sindaco di Comiso Giuseppe Alfano ha dichiarato: "Con la firma unanime sul protocollo si sarebbe finalmente chiuso il primo ed importantissimo stralcio di una vicenda, che a quanto pare è destinata a dilungarsi per un paio di giorni ancora; gli stessi che ha chiesto il Presidente della Regione per sciogliere le ultime e personalissime riserve in materia. Confido nello spirito sicilianista del Presidente Lombardo la cui decisione, oggi più che mai, pesa in maniera determinante sul futuro dell’Aeroporto. Un’eventuale, definito ed ingiustificato dietrofront da parte della Regione Sicilia potrebbe portare esclusivamente conseguenze delittuose per l’avvio dell’operatività dell’aeroscalo.

Il protocollo d’intesa sancisce impegni reciproci a cui bisognerà dare concreta attuazione tramite atti amministrativi concatenati e successivi. Grazie allo spirito di collaborazione negli uffici romani sono già pronti sia il decreto di passaggio di status; sia il decreto di trasferimento del sedime; sia il decreto relativo agli spazi aerei, che unitamente alla già dichiarata e confermata copertura delle spese aeroportuali, quanto meno - conclude Alfano - per i primi importanti anni ci danno serenità sul futuro dello scalo".

Anche il deputato regionale del Pd ed ex sindaco di Comiso Giuseppe Digiacomo comunica il suo rinvio dello sciopero della fame. A parte battute e annunci eclatanti, il ragionamento di Digiacomo diventa serio e interessante quando il deputato regionale fa l’analisi di quanto stiano perdendo Comiso e il territorio limitrofo dalla mancata apertura del «Magliocco».

«L’unione albergatori della provincia di Ragusa –scrive il parlamentare regionale del Pd- ha stimato l’incremento turistico determinato dall’apertura dell’aeroporto di Comiso in circa 250mila visitatori in più rispetto all’attuale flusso. Inoltre, a questo deve aggiungersi il normale incremento di PIL che si registra ovunque nasca una nuova struttura aeroportuale: da Birgi a Palma è così. Inoltre, c’è pure il grande business del cargo tutto da scoprire. Mi diceva un importante imprenditore della nostra provincia, tra i primi dieci in Sicilia per potenza economica e serietà comportamentale, che qualche decina di milioni di euro se li vorrebbe giocare nel settore trasporti. Lui dice: «Vediamo se con prodotto eccellente e voli punto a punto riusciamo a fregare tutti i concorrenti mediterranei che hanno prezzi competitivi ma qualità da schifo».

Secondo i calcoli di Digiacomo, anche l’agricoltura potrebbe subire una rivoluzione. «Tra «tricche e ballacche», tanto per iniziare, un miliardo di euro l’anno di economia in più in provincia di Ragusa, mi dicono gli imprenditori, con l’apertura dell’aeroporto di Comiso non sono un miraggio ma una stima addirittura prudenziale. Ogni giorno che l’aeroporto sta fermo perdiamo 3 milioni di euro».

Dopo battute e analisi, Digiacomo incita all’unione delle forze politiche e istituzionali. «La battaglia la dobbiamo fare tutti insieme con Lombardo, Tremonti, Matteoli, tutti i parlamentari siciliani e i sindaci e i presidenti delle province, e Riggio un po’ più meridionalista, spero, spiegando che l’investimento è stato buono, il gestore è motivato e dobbiamo farlo lavorare serenamente per i prossimi quarant’anni. Se poi Soaco non ci piace perché si svende Comiso per Catania, perché non fa contratti importanti con vettori interessati, perché ce lo tiene sporco, disorganizzato e strangolato da assunzioni clientelari, bene, allora gli facciamo revocare tutto. Ma, ad oggi, chiedo scusa all’ingegner Mancini, presidente di Intersac e nostro socio privato. La provincia di Ragusa e la città di Comiso sono molto più seri di quanto dimostrato d’essere fino a oggi».

LE DICHIARAZIONI DEL SINDACO DI COMISO GIUSEPPE ALFANO
«Saluto positivamente e ringrazio per questo ulteriore tentativo di chiarimento, redatto ed inoltrato al Presidente della Regione Lombardo dal Presidente dell’Enac Vito Riggio. Missiva, che annovera di certo i toni della distensione, ma che ribadisce in maniera perentoria quanto in tempi solleciti deve essere fatto per il bene dell’Aeroporto di Comiso: ovvero firmare il protocollo d’intesa.

Comiso, rientra tra gli aeroporti beneficiari dei finanziamenti finalizzati al trasferimento dei servizi di assistenza alla navigazione aerea dall’Aeronautica Militari dell’Enav. Come dichiarato dallo stesso Presidente Riggio nella missiva in oggetto è fondamentale fare una netta distinzione sugli aspetti che caratterizzano la problematica, e precisamente quello afferente la definizione dell’assetto delle aree e quello afferente l’operatività aeroportuale. E’ stato di fatto predisposto «concordemente tra tutte le amministrazioni», il suddetto protocollo d’intesa che va a definire il futuro assetto demaniale delle aree dell’aeroporto e costituisce il presupposto per l’emanazione del Decreto di trasferimento delle stesse alla Regione.

Ritengo pertanto eccessivi - aggiunge Alfano – i dubbi che provengono da Palazzo d’Orleans, visto che l’interesse dello Stato si è finora manifestato in molteplici atti, tutti coerenti tra loro, che hanno trovato origine nella sottoscrizione di Programma Quadro per il Trasporto Aereo da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che prevedeva la trasformazione della base militare di Comiso in aeroporto civile con finalità prettamente commerciali».

Altresì non bisogna di certo dimenticare - conclude il sindaco di Comiso - lo «studio per lo sviluppo futuro della rete aeroportuale nazionale», il quale prevede che il sistema aeroportuale siciliano potrà continuare ad essere organizzato su due poli, uno per la Sicilia Orientale, basato sugli scali di Catania e Comiso e l’altro per la Sicilia Occidentale basato sugli scali di Palermo e Trapani.»

LOMBARDO: "VI SPIEGO PERCHE´ NON HO FIRMATO"
Raffaele Lombardo spiega i motivi delle sue perplessità in merito al protocollo per il sedime dell’aeroporto di Comiso:

«In tutti i documenti l’aeroporto di Comiso è stato considerato di rilievo nazionale e non posso consentire, perché farei un torto a Comiso, ai cittadini di quella provincia e a tutta la Sicilia, che ora di soppiatto e senza che nessuno se ne debba accorgere, venga declassato a livello regionale.

Se si tratta di trasferire il sedime e se questo non può andare direttamente al comune, la regione farà da «stazione di transito» ma non possiamo tollerare che tra le righe quell’aeroporto venga ridotto a rango regionale il che potrebbe comportare che i servizi di controllo Enac, molto costosi, e i servizi di sicurezza vengano a gravare sulla Regione. Non si capisce il motivo per cui Ancona o La Spezia che hanno un volume di traffico irrisorio debbano avere questi servizi pagati dallo stato.

Noi saremmo anche disposti a pagarceli da soli. Ma ci comincino a consentire, in omaggio al federalismo, di trattenere la corrispondente cifra delle accise petrolifere. Vogliamo cominciare con il federalizzare i trasporti? Se questi costano 100 ci consentano di trattenere 100 delle accise petrolifere. E’ questo il federalismo fiscale. Vediamo se questa amministrazione regionale è sprecona e cialtrona oppure se governa meglio di come non sappiano fare da Roma. Io mi auguro che non ci siano compartamenti ascaristici della classe politica siciliana, che è messa lì con la coda in mezzo alle gambe e la lingua di fuori in attesa di firmare, purchessia».

NINO MINARDO SU LOMBARDO: "LA SMETTESSE DI FARE I CAPRICCI"
Dopo la fumata grigia del vertice romano, arrivano le dichiarazioni telefoniche dell’on Nino Minardo, protagonista in prima linea, di questa lunga querelle legata alla firma del protocollo.

«La regione la smettesse di fare capricci – ha commentato il deputato del Pdl – e firmi perché, in caso contrario, dovrà spiegare a tutto il territorio questo atteggiamento ostativo che mortifica il territorio stesso, ed i sacrifici di anni che, un’intera classe politica ha fatto.

Il Magliocco di Comiso – ha continuato Minardo - è un aeroporto privato, tuttavia, un anno fa è stato votato dalla maggioranza e dall’opposizione, l’emendamento che ho presentato e che prevedeva, per i primi tre anni, l’impegno dello stato a sobbarcarsi le spese dei servizi di terra. Oggi è stato spiegato più volte e da più parti che c’è la volontà politica di trovare delle soluzioni, per estendere questo impegno economico, anche per il futuro. Tra l’altro – ha concluso Minardo – oggi si doveva solamente firmare un protocollo, per cui le perplessità di Lombardo, legate ad altre problematiche, sono fuori luogo».