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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 577
COMISO - 19/08/2010
Attualità - Comiso: le verità emerse gettano inquietudine sullo scalo comisano

La Sac spieghi perché ha voluto investire a Comiso

Aleggia un dubbio sinistro: la società catanese vuole realmente l’aeroporto di Comiso? La soluzione ci sarebbe

«Il caso di Comiso è emblematico. E’ una struttura nuova grazie ad un investimento di 53 milioni di euro ma siamo fermi perché non sappiamo chi dovrà essere il gestore dello scalo. Sicuramente non sarà lo Stato a farsene carico. Il comune di Comiso, d’altronde, ha problemi di bilancio, mentre la Regione, da parte sua, chiede allo Stato di assumersi gli oneri della gestione. Una circostanza da scartare».

Con questa dichiarazione il presidente dell’Enac, l’on. Vito Riggio, ha scritto la parola fine a mesi di un assurdo gioco a scaricabarile, che ha mortificato finora le aspettative dell’intera Comunità iblea, compromettendone speranze e progetti per il futuro.

Lo stato dell’arte: l’aeroporto potrebbe diventare quella realtà che tutti aspettano se gli Enti locali (Regione, Provincia, Comune) mettono mano in tasca e trovano i soldi per pagarsi l’assistenza ai voli ed il servizio dei vigili del fuoco.

Bene, anzi male. Comunque, è inutile piangere sul latte versato, bisogna rimboccarsi le maniche ed andare avanti. A due condizioni: una, che quanti finora hanno pontificato sull’argomento, la smettano, anche perché non sono più credibili; e due, che si faccia chiarezza all’interno della proprietà. La SAC chiarisca una volte per tutte perché ha investito a Comiso: perché convinta dell’importanza di stabilire una sinergia tra il «Fontanarossa» di Catania e il «Magliocco» di Comiso, o piuttosto, come purtroppo le apparenze fin qui farebbero sospettare, per bloccarne la nascita?

Mi rendo conto che porre tali quesiti è come sollevare un vespaio, ma la posta in gioco per il territorio è troppo alta e giustifica ampiamente anche i sospetti più strani e maliziosi. A parte che, come ha detto Andreotti, a pensar male si fa peccato, ma molte volte ci s’azzecca!

Dicevamo della necessità di chiarezza all’interno della proprietà: è fondamentale perché se la proprietà è compatta e coesa potrà agire all’unisono e produttivamente per il territorio. Si può trasformare quest’accidente in un’opportunità. Si può far diventare una forza quella che oggi appare una debolezza.

Può rappresentare il banco di prova per verificare il grado di coesione della Comunità iblea, per testarne le capacità di reazione e di proposizione. E’ l’occasione buona per verificare se il ben noto e collaudato modello ibleo è solo un modello economico e produttivo, o anche e soprattutto un modello culturale e identitario.

In momenti come questi può venir fuori il meglio o il peggio di una Comunità. Oggi, bisogna dismettere culturalmente e pragmaticamente l’atteggiamento di chi aspetta dallo Stato la soluzione dei propri problemi ed assumere la veste dell’imprenditore privato. L’aeroporto di Comiso diventa azienda, come tale si muove sul mercato. Per farlo, a nostro avviso, la proprietà non può non pensare a rimodulare il proprio assetto interno, a partire, per esempio, dal lanciare – attraverso un aumento di capitale sociale – l’azionariato diffuso, coinvolgendo le famiglie iblee, che con i loro risparmi possono fare la differenza; per continuare con l’apertura all’imprenditoria ragusana e non, del settore turistico e non; coinvolgendo nell’intrapresa le banche dei territori, per esempio, le BCC e le Popolari, nonché quelle altre che ritenessero di qualificare, anche socialmente, la loro presenza in terra iblea. E ancora, cominciando ad individuare e definire meglio il proprio bacino d’utenza, che si estende fino al centro-meridionale della Sicilia. Infine, specificando la propria offerta sul mercato regionale, nazionale e mediterraneo del trasporto aereo di uomini e merci.

Il presidente designato della Soaco, dott. Rosario Di Bennardo, conosce perfettamente il territorio ed è in grado di intercettare, per la sua credibilità personale e per la storia imprenditoriale della sua famiglia, il consenso che serve da parte di chi vuole investire nell’intrapresa aeroportuale di Comiso. Questo è un valore aggiunto e come tale va patrimonializzato. Nell’interesse dell’aeroporto, di Comiso della Comunità iblea, del futuro di questa nobile terra e dei suoi figli.