Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:40 - Lettori online 903
COMISO - 18/08/2010
Attualità - Comiso: dalle pagine del quotidiano nazionale "La Repubblica"

Il presidente Enac Riggio: "Il Magliocco non apre proprio"

Quale sarà il destino dell’aeroscalo? Quello che manca è la chiarezza Foto Corrierediragusa.it

L’aeroporto di Comiso è tra i venti considerati «primari» da uno studio elaborato da Oneworks e Nomisma per conto dell’Enac. Comiso insieme a Crotone, Reggio Calabria, Siena, Forlì, Parma è da considerarsi primario perché collega una zona remota con le isole ed altre aree periferiche. Per questi venti scali lo studio suggerisce la cessione da parte dello Stato agli enti locali che dovranno sobbarcarsi i costi di gestione se vorranno mantenerli o, nel caso di Comiso, renderli operativi.

Lo studio individua in Italia aeroporti strategici che potranno essere base di voli intercontinentali ed hanno volumi di traffico crescenti come Palermo e Catania in Sicilia, aeroporti strategici come Trapani che dovranno limitare la gestione del traffico aereo solo alla loro area nazionale ed appunto aeroporti primari. In una dichiarazione a «La Repubblica» Vito Riggio, presidente dell’Enac, che ha commissionato lo studio che sarà ora sottoposto al ministro dei trasporti Altero Matteoli dice: «Il caso di Comiso è emblematico. E’ una struttura nuova grazie ad un investimento di 53 milioni di euro ma siamo fermi perché non sappiamo chi dovrà essere il gestore dello scalo. Sicuramente non sarà lo Stato a farsene carico. Il comune di Comiso, d´altronde, ha problemi di bilancio, mentre la Regione, da parte sua, chiede allo stato di assumersi gli oneri della gestione. Una circostanza da scartare.»

L’opinione di Vito Riggio non lascia spazio ad interpretazioni: «Sarebbe bene che lo Stato cedesse la gestione degli aeroporti primari agli enti locali i quali dovranno decidere nella loro autonomia se pagarsi l’aeroporto con pompieri, uomini radar e mantenimento della struttura oppure lasciar perdere. Alla luce di qutto questo, ritengo che sia più probabile che la pista del Magliocco non apra per niente». Lo Stato dal suo canto sembra propenso a condividere questa filosofia visto che spende 60 milioni di euro l’anno per l’assistenza ai voli ed il servizio vigili del fuoco negli aeroporti primari e vuole contenere le spese passando così la palla agli enti locali. Se volete l’aeroporto, sembra dire lo Stato, mantenetevelo oppure chiudetelo.

Alla luce delle dichiarazioni di Riggio e dello studio di Nomisma sul riassetto futuro degli aeroporti italiani si capisce meglio ora il tira e molla sull’aeroporto di Comiso, il balletto dei rinvii, il contrasto tra Tremonti e Lombardo; il primo a frenare sul passaggio allo Stato dello scalo ed il secondo a richiedere un intervento. Per Comiso come altri venti scali definiti primari in Italia, ci sarà un futuro solo se comune, provincia e Regione se ne accollano le spese.

(Nella foto il check-in del Magliocco)