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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:29 - Lettori online 772
COMISO - 04/08/2010
Attualità - Comiso: nuovo sos del deputato regionale del Pd dopo l’incatenamento

Digiacomo: "Vogliono declassare l’aeroporto di Comiso"

Dall’assesserato regionale alle Infrastrutture ribadiscono: «Oneri per i servizi a carico dello Stato e non della Regione»

Giuseppe Digiacomo, il deputato regionale del Pd che la settimana scorsa s’è incatenato davanti ai cancelli dell’aeroporto Magliocco di Comiso per segnalare i ritardi, fiuta altre imboscate contro lo scalo. "Ci sarebbe in atto un tentativo di penalizzazione dell´aeroporto di Comiso e delle sue potenzialità. Dopo dieci giorni dal mio incatenamento, qualcosa si muove: pare che si voglia firmare il protocollo. Ma, per quello che ne so, questo documento penalizzerebbe e mortificherebbe lo scalo comisano non capisco per quali oscure o torbide ragioni".

Secondo il parlamentare regionale non vogliono inserire lo scalo tra gli aeroporti di rilevanza nazionale, pur essendo stato progettato, finanziato e costruito per essere gestito come aeroporto di secondo livello. "Ma, allora –continua Digiacomo- perché ci hanno fatto realizzare una pista da 2.500 metri»? Perché Enac lo ha approvato con strumentazioni e aerostazione necessarie per un impianto di rilevanza nazionale, perché nel sistema aeroportuale Comiso-Catania del 17.11.2004 le due strutture vengono previste dalla Regione Siciliana come analoghe e ora si vuole penalizzare la prima. Perché questo declassamento? Perché il governo nazionale non vuole pagare i servizi necessari, cosa che fa in tutti gli altri aeroporti del nord e non solo? Perché si vuole strappare al territorio questo patrimonio realizzato con procedure di evidenza pubblica e senza che ci sia stato un avviso di garanzia? A chi ha dato ed evidentemente dà fastidio questo caso di buona politica?"

Dall’assessorato regionale alle Infrastrutture si minimizza. "Nessuno vuole declassare l’aeroporto –affermano- si doveva firmare il protocollo il 3 agosto ma l’incontro è slittato. In ogni caso l’assessorato ha ribadito che gli oneri per i servizi necessari debbano essere a carico del governo nazionale".