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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 1080
CHIARAMONTE GULFI - 02/12/2009
Attualità - Chiaramonte Gulfi: conflitto istituzionale Comune- Prefettura per l’affitto della Caserma

Nicastro: "Perché lo sfratto ai Cc? Canone inadeguato»

Una caserma ad affitto popolare. Il comune chiede un aumento da 3 a 19 mila euro l’anno. Senza un accordo, i carabinieri dovranno lasciare la caserma di via Alcanata entro il 31 marzo del 2010

Giuseppe Nicastro non vuole passare per il «decisionista» che sfida le altre istituzioni della provincia. Prima di arrivare alla drastica decisione dello sfratto, il sindaco di Chiaramonte Gulfi ha atteso parecchi anni. Lo sfratto esecutivo, fra l’altro, giunge alla risoluzione del contratto di locazione della durata di 6 anni. La notizia che abbiamo dato ha fatto scalpore. Il sindaco ci spiega perché s’è arrivato a tanto.

«Il Comune- afferma Nicastro- proprietario dell’immobile di via Alcanata, dove è allocata la Caserma dei carabinieri, da tempo ha richiesto alla Prefettura l’adeguamento del canone di locazione che è di appena 3.000 euro annui, 250 euro mensili. Una cifra assolutamente inadeguata, se si considera che i carabinieri usufruiscono di ben due appartamenti di un’ampia caserma e di una autorimessa con cortile interno».

La richiesta di adeguamento del canone è abbastanza datata. «Vuoi per presunti vizi procedurali- continua il sindaco- vuoi per lamentate carenze infrastrutturali, tale richiesta, avanzata per la prima volta nel 2002, non ha trovato la giusta attenzione. E dire che, nel frattempo, il Comune ha spesso ben 62 mila euro per venire incontro alle richieste d’intervento manutentivo da parte dei carabinieri».

I margini per ricomporre la vicenda ci sono ancora. Ma il primo passo deve farlo la Prefettura. «Nel 2007 in qualità di sindaco- rivela Giuseppe Nicastro- ho comunicato che, approssimandosi la fine del periodo contrattuale, fissato in sei anni, il Comune avrebbe proceduto alla risoluzione dell’affitto per «finita locazione», a meno che non fosse stata presa in esame la richiesta di aumento del canone (fissato in 19.000 euro annue, cifra non assoluta e non definitiva). Ancor una volta l’Agenzia del demanio ha ritenuto che questa richiesta non era congrua. A quel punto non è rimasto altro da fare che mettere la parola fine a questa vicenda, a meno che si esamini con attenzione la nostra proposta. Se non dovessero sorgere fatti nuovi i carabinieri della locale stazione dovranno lasciare l’immobile comunale entro il prossimo 10 marzo 2010».