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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:28 - Lettori online 1308
CHIARAMONTE GULFI - 21/11/2009
Attualità - Chiaramonte Gulfi: i sindacati non hanno per nulla gradito

Chiaramonte: polemiche sul salario accessorio azzerato

Niente soldi, quindi, i lavoratori?

I sindacati del Comune di Chiaramonte Gulfi non hanno per nulla gradito l’azzeramento del capitolo del bilancio dedicato al salario accessorio per il personale a tempo determinato. Ora, o si torna indietro, ristabilendo le risorse, o si annuncia una battaglia serrata e su tutti i fronti. Tutto è successo durante l’ultima seduta del Consiglio comunale, quando è stato approvato, a sorpresa, l’emendamento a firma del consigliere d’opposizione, Mario Giudice.

Un autentico blitz che, grazie al voto determinate di tutto lo schieramento che si oppone al Sindaco Nicastro (Sanzone, Vella, Inghisciano, Ragusa, Divita e Giudice) e all’astensione di ben tre consiglieri (Rizza, Vargetto e Ansaldi), ha prodotto una reazione più che risentita nella categoria interessata. Per decine di lavoratori quelle somme ( circa 10.000 €) rappresentavano il giusto corrispettivo, a fronte del lavoro extra effettuato a qualsiasi titolo. Ma le attese si sono infrante in Consiglio.

Niente soldi, quindi, per questi lavoratori. Visto come si sono messe le cose sono scese in campo le organizzazioni sindacali di categoria di Cisl, Cgil, Uil, Silpol che hanno chiamato a raccolta questi dipendenti a tempo determinato. Durante l’Assemblea è emerso in tutta evidenza il risentimento dei lavoratori del Comune, fatto proprio dai loro rappresentanti sindacali.

Si è detto in modo molto chiaro che tale «discutibile» scelta, espone chi ha votato a favore a precise responsabilità; penalizza tale personale cui si arreca un danno patrimoniale non indifferente, oltre a provocare la paralisi d’alcuni servizi comunali. Alla fine si è deciso di proclamare lo stato d’agitazione dei dipendenti a tempo determinato e di richiedere ai consiglieri di riconvocare il Consiglio comunale per rimettere in quel capitolo di bilancio le somme sottratte. Ben consapevoli che tale operazione sarà possibile entro il prossimo 30 novembre, le organizzazioni sindacali hanno messo in causa anche i capigruppo ed il Presidente del Consiglio. Ma, come si sa, la convocazione del consesso può solo essere proposta, nel caso di questo Comune, da almeno tre consiglieri.

Cisl, Cgil, Uil, Silpol hanno anche chiesto un incontro urgente con il Consiglio per dare impulso all’azione sindacale. Alcuni lavoratori, nel corso dell’assemblea sindacale, hanno chiesto cosa succederà che il Consiglio comunale non rimetterà in Bilancio le somme sottratte. Unanime la risposta: ciascuno di quei consiglieri dovrà rispondere del suo operato di fronte al giudice.