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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 694
CHIARAMONTE GULFI - 24/10/2009
Attualità - Chiaramonte: il coordinatore provinciale Anci "striglia" il presidente dello Iacp

Nicastro a Cultrera: "Questi sfratti non s´hanno da fare"...

Intanto il comune di Scicli aiuta una famiglia sfrattata con un assegno mensile

Gli sfratti degli abusivi dalle case popolari, voluto dall’Istituto autonomo case popolari alla fine hanno provocato un decisa presa di posizione dell’Anci. Quello che il coordinatore provinciale, Giuseppe Nicastro, sindaco di Chiaramonte Gulfi, non ha accettato, è la decisione del tutto a sorpresa ed autonoma del Presidente dell’Istituto.

"Non è certo messa in discussione - come ha puntualizzato il primo cittadino - la scelta di operare secondo la legge, impedendo che degli abusivi continuino ad occupare diversi alloggi di proprietà dell’Istituto Case Popolari, ma il metodo. Anche perché sui Comuni è caduto il peso di questa «nuova e drammatica emergenza». Come è noto, infatti, secondo il coordinatore dell’Anci che ha inviato una missiva al Presidente dell’Iacp, coloro i quali sono stati raggiunti dai provvedimenti giudiziari, proprio per trovare una soluzione, qualsiasi sia, alla loro situazione drammatica, si sono rivolti ai sindaci che, ancora una volta, devono affrontare una emergenza di difficile soluzione.

Reperire anche nell’immediato un alloggio o trovare una sistemazione più o meno stabile per queste persone non è cosa facile, visto che i Comuni versano in una situazione finanziaria sempre più drammatica». Secondo Giuseppe Nicastro occorre cambiare metodo e adottare la politica del confronto tra gli enti locali e l’Istituto Case Popolari, ancor prima di mettere in strada tanta gente. Così facendo, ha aggiunto il Sindaco di Chiaramonte Gulfi, si possono stabilire «percorsi sinergici, anche per evitare che i provvedimenti di sfratto assumono una portata vessatoria nei confronti di soggetti che, già da se, vivono una situazione di grande disagio. L’agire in modo assolutamente autonomo, ha poi concluso Nicastro, non denota un rispetto nei confronti dei Comuni che dalla sera alla mattina si vedono coinvolti in situazioni di difficile soluzione».

Intanto il comune di Scicli ha aiutato fattivamente una famiglia sfrattata da un alloggio popolare, mettendo a disposizione un assegno mensile, per sei mesi, al fine di assicurare il pagamento della locazione mensile di un´altra casa.