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CHIARAMONTE GULFI - 17/09/2009
Attualità - Chiaramonte Gulfi: come se non bastasse la crisi dei mercati

Chiaramonte: l´uva da tavola messa in ginocchio dal clima

L’amministrazione intende chiedere lo stato di calamità

Non bastava la crisi dei mercati, ora anche le condizioni climatiche hanno messo in ginocchio l’importante comparto produttivo dell’uva da tavola. Le piogge di questi giorni e il successivo repentino innalzamento delle temperature hanno provocato il cosiddetto Cracking, ossia la lesione dell’acino del grappolo dell’uva, che determina anche l’insorgenza di muffe. Risultato: circa il 60%, da una prima stima, della produzione d’uva da tavola è andata in fumo.Un danno economico per i produttori rilevantissimo, a cui si aggiunga la perdita di giornate di lavoro per centinaia d’addetti.

Una situazione veramente difficile che ha indotto l’Amministrazione comunale di Chiaramonte Gulfi, al pari di quella di Mazzarrone e degli altri centri interessati alla produzione di uva da tavola, ad avviare le procedure per la dichiarazione dello stato di calamità con conseguente sospensione dei mutui agrari, dei versamenti Inps e delle imposte dirette. Nel contempo si è proceduto ad allertare l’Osservatorio delle Malattie delle Piante, le Condotte Agrarie, gli Ispettorati, l’Assessorato Regionale all’Agricoltura e il Ministero delle Politiche Agricole.

Mentre è stata avviata una campagna di informazione tra i produttori d’uva da tavola, allo scopo di reperire maggiori dati, anche fotografici, dei danni subiti. L’amministrazione comunale intanto ha invitato i produttori agricoli a presentare, entro il prossimo 25 settembre, presso l’Ufficio Agricoltura di Via Fonderia 91, apposita relazione, con ogni utile documentazione a corredo per dare maggiore incisività alle azioni che si intendono adottare. Dal canto suo il Sindaco, Giuseppe Nicastro, che si occupa direttamente dell’Assessorato all’Agricoltura, ha assicurato ogni sforzo per non lasciare soli i produttori d’uva da tavola.

«Agiremo di comune accordo con i comuni che fanno pare dell’Igp, ha commentato il primo cittadino, al fine di ottenere un ristoro che i produttori meritano e ciò anche perché il comparto versa in condizioni estremamente difficili, con gravi ripercussioni anche da un punto di vista occupazionale. Occorre inoltre che la deputazione regionale e nazionale, ciascuna per la sua parte, si impegni al fine di venire incontro alle richieste dei produttori».