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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1216
CHIARAMONTE GULFI - 14/07/2009
Attualità - Chiaramonte Gulfi: stasera in piazza Duomo

Chiaramonte celebra il suo semi analfabeta Rabito

La cerimonia di intitolazione della via dove l’autore di «Terra Matta» nacque nel 1899 Foto Corrierediragusa.it

Due momenti significativi, due appuntamenti tanto attesi, per celebrare Vincenzo Rabito (nella foto), quel semi analfabeta che ci ha regalato oltre 1200 pagine dattiloscritte che hanno commosso e fatto ridere diverse migliaia di lettori. Proprio stasera, alla ore 19.30, la sua Chiaramonte Gulfi, si ritroverà alle spalle di Piazza Duomo per assistere alla cerimonia di intitolazione della via dove l’autore di «Terra Matta» nacque nel 1899. Il Sindaco, Giuseppe Nicastro, e tutta l’Amministrazione comunale sveleranno poi la lapide commemorativa, posta sulla facciata della casa natale. Questa significativa cerimonia, annunciata qualche mese fa dal primo cittadino, è la chiara testimonianza di quanto l’intera città sia riconoscente a questo suo figlio che ha portato Chiaramonte Gulfi in lungo ed in largo per l’Italia e il mondo.

«Come non ricordare per sempre don Vincenzo Rabito, ha commentato il Sindaco Nicastro. Questo personaggio unico che la critica considera una dei più grandi narratori popolari del novecento, merita tutto la considerazione possibile da parte di noi tutti». Chiusa la cerimonia di intitolazione, alle ore 21.00 circa, l’opera di Rabito sarà riproposta, con il dovuto riadattamento, dal Teatro Stabile di Catania.

Si tratta di una prima assoluta per la Provincia di Ragusa e non poteva che essere ospitata a Chiaramonte Gulfi. A mettere in scena questo spaccato di vita che attraversa tutto il secolo scorso, offrendo una chiave di lettura di tanti eventi dalla parte degli ultimi e dei perdenti, ci penserà il blasonato Teatro Stabile di Catania, con la regia di Vincenzo Perrotta che interpreta Vincenzo Rabito. A suo fianco Amalia Contarini, Marcello Montalto, Alessandro Romano, Salvatore Lupo, Mario Spolidoro e Giovanni Parrinello, con le musiche originali di Luca Mauceri. Insomma il gotha del Teatro Stabile, per un’opera che questa primavera ha appassionato e commosso.