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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 951
CHIARAMONTE GULFI - 15/05/2009
Attualità - Ragusa: la somma era stata sottratta agli enti locali e riacquisita dalla Regione

3 milioni di euro tornano nella disponibilità dei comuni iblei

La circostanza si concretizza a distanza di due mesi dalla dura presa di posizione del sindaco di Chiaramonte Gulfi Giuseppe Nicastro, in qualità di coordinatore provinciale dell’Anci Sicilia Foto Corrierediragusa.it

I 12 comuni iblei avranno indietro i tre milioni d’euro che erano stati riacquisiti dalla Regione siciliana. La circostanza si concretizza a distanza di due mesi dalla dura presa di posizione del sindaco di Chiaramonte Gulfi Giuseppe Nicastro (nella foto), in qualità di coordinatore provinciale dell’Anci Sicilia.

Nel corso dell’incontro che si è tenuto negli uffici della provincia regionale di Ragusa, alla presenza di tutti i rappresentanti degli enti locali e dell’assessore provinciale Salvo Mallia, che ha rivestito un ruolo importante in quest’intricata vicenda, il direttore del settore regolazione acque dell’Agenzia regionale rifiuti ed acque Marcello Loria ha comunicato che nell’ambito di un nuovo Accordo di Programma Quadro con il Ministero dell’Ambiente, dell’Economia, delle Politiche Agricole e dell’Arra, tali fondi ritorneranno nella disponibilità dei comuni iblei.

La Regione, una volta verificato l’utilizzo delle somme per il primo stralcio risorse idriche, aveva incamerato le economie, invece di prevedere l’immediato riutilizzo, come richiesto dai Comuni.

"Proprio per evitare un ennesimo scippo perpetrato a danno di questo territorio - si legge nella nota di Nicastro - il coordinatore dell’Anci inviò ai deputati regionali di questa Provincia (Carmelo Incardona, Riccardo Minardo, Orazio Ragusa, Roberto Ammatuna, Innocenzo Leontini e Giuseppe Digiacomo) una nota con la quale si chiedeva un loro interessamento per il riutilizzo di queste risorse che, in mancanza dell’Ente gestore, sono assegnate a ciascun Comune della Provincia".

Il mancato impiego di questi tre milioni d’euro avrebbe comportato per i Comuni della Provincia di Ragusa un grave danno, giacché non potrebbero essere realizzate importanti opere, già programmate, nel campo degli impianti idrici e di depurazione.

«Grazie a questa nostra mobilitazione - ha commentato il sindaco Nicastro - i Comuni della Provincia di Ragusa hanno evitato un danno non indifferente e soprattutto potranno realizzare delle opere importanti. Se da una parte siamo riusciti ad evitare questo scippo, dall’altra, si è appreso che per i nuovi finanziamenti i Comuni dovrebbero compartecipare alle spese per la realizzazione di strutture idriche e di depurazione nella misura del 40%.

Un onere non indifferente e che, in questa fase congiunturale, non appare sostenibile. Per questo occorre elaborare delle nuove strategie d’azione per poter superare anche questo ostacolo. Tutto questo, ha poi concluso il coordinatore dell’Anci, è la conseguenza della scelta dell’Assemblea dei Sindaci d’abbandonare la strada dell’affidamento della gestione ai privati e scegliere la gestione «in house».