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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 819
CHIARAMONTE GULFI - 31/01/2009
Attualità - Chiaramonte Gulfi - La decisione della giunta non piace a tutti

Chiaramonte: Ascom contesta le licenze

Rilasciate nove autorizzazioni per bar e ristoranti. E’ bagarre
Foto CorrierediRagusa.it

Licenze commerciali per bar e ristoranti. Continua il «braccio di ferro» tra l’Ascom ed il comune sul rilascio di sei licenze per ristoranti e tre per bar che il comune ha deciso di concedere nel dicembre scorso. Il provvedimento venne contestato dall’Ascom e lo stesso hanno fatto, nella seduta di giovedì scorso, i consiglieri comunali della minoranza «Chiaramonte che rinasce».

Il sindaco, Giuseppe Nicastro, ha spiegato che l’Ascom era informata del provvedimento che la giunta aveva adottato ed aveva sostenuto che un maggior numero di licenze avrebbe favorito la vivacità commerciale. Il primo cittadino aveva anche detto che l’Ascom stava difendendo gli interessi di alcuni e non di tutti. Ma il presidente della sezione Ascom di Chiaramonte Giovanni Salerno (nella foto), lo contesta.

«Il sindaco – spiega Salerno – fa confusione tra intenzione e determinazione. L’Ascom, sulla riformulazione dei parametri numerici, non ha mai reso alcun parere che, seppur non vincolante, era obbligatorio. Forse il sindaco fa riferimento all’abboccamento tra il dirigente del Comune che si è occupato della questione e il nostro responsabile provinciale dell’area legislativa. Il dirigente gli aveva detto che il comune voleva riformulare i parametri numerici ed aveva chiesto quali criteri adottare, poiché le commissioni in materia erano state soppresse dal decreto Bersani. Ma anche se le commissioni non sono più operanti, le organizzazioni di categoria devono essere sentite. Il comune poi, non ha neppure predisposto una nuova relazione ma ha basato la riformulazione dei parametri numerici su del 2002».

Salerno aggiunge che «esistono una serie di contraddizioni, rilevate dalla nostra struttura tecnica» e ribadisce il «dissenso rispetto all’azione del sindaco e dell’amministrazione. Non accettiamo lezioni da nessuno su come fare sindacato. Andremo avanti, anche per vie legali, sino a quando non verrà fatta chiarezza. Resta la preoccupazione perchè la previsione di un numero non congruo di licenze, in un periodo di crisi, rischia di mettere a repentaglio le attività già esistenti».


IL SEME DELLA QUERELLE

Tre nuove licenze per i bar, sei per gli esercizi di ristorazione. A Chiaramonte Gulfi è bagarre per la decisione della giunta, assunta a fine dicembre, di ampliare il numero delle licenze commerciali in questo settore, accogliendo alcune richieste.

Una decisione contestata dall’Ascom provinciale, che vede in essa un rischio per le attività già esistenti e contesta i parametri utilizzati dalla giunta, nonché le modalità con cui si è arrivati alla decisione, senza nessuna concertazione con le organizzazioni sindacali. La querelle approda anche nell’aula consiliare, con un dibattito dai toni molto accesi. Dura la posizione dei gruppi di minoranza di «Chiaramonte che rinasce», con il capogruppo, Vito Sanzone ed il consigliere Mario Giudice, quest’ultimo aderente all’Mpa.

«I numeri forniti dall’amministrazione sono errati – spiega Giudice – si parla di 40mila presenze in un anno. Falso. Non ci sono numeri simili neanche per Marina di Ragusa. Le presenze nei musei, in estate, sono minime. Io stesso ho verificato e controllato i dati». Giudice ha chiesto di rivedere queste scelte ed ha proposto la convocazione di un tavolo tecnico, anche con l’Ascom, per valutare la situazione».

Il sindaco Giuseppe Nicastro ribatte: «Ho rispetto per l’Ascom, abbiamo sempre collaborato, ma temo che stavolta faccia da paravento agli interessi solo di alcuni. Chiaramonte è città turistica, su questo il consiglio si è trovato d’accordo. Perchè limitare le nuove licenze che possono dare vivacità al settore commerciale?» Dai banchi della maggioranza prende posizione Gianni Rizza (anch’egli esponente di An, come Sanzone che sta all’opposizione): «Le nuove licenze tengono conto dell’esistente. Non sono previste, infatti, né nel centro storico, né a Roccazzo e Sperlinga. Ma l’apertura di nuove attività non può che creare sviluppo e vivacità commerciale».