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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1212
CHIARAMONTE GULFI - 07/10/2016
Attualità - Il provvedimento del Gip dopo la richiesta della Procura

Depuratore Chiaramonte sequestrato

Era stato il gruppo "Difendiamo l’Ambiente" a sollevare il caso. Presa di posizione di Area Popolare Foto Corrierediragusa.it

L’impianto di depurazione di contrada Piano dell’Acqua (foto) è stato sequestrato dal Gip presso il tribunale di Ragusa. Il magistrato ha accolto la richiesta della Procura che aveva affidato alla Polizia provinciale il compito di verificare la funzionalità dell’impianto. Era stato il comitato "Difendiamo l’Ambiente", rappresentato da Lorenzo Cascone, da Salvina Ferlito di FdI e da NCD a sollevare il caso della depurazione delle acque reflue che nel corso degli anni è stato ignorato dalle amministrazioni che si sono avvicendate.

Le verifiche effettuate negli anni e l’esito delle analisi di laboratorio compiute dall’ARPA hanno consentito di accertare carenze oltre che all’impianto di Piano dell’Acqua anche ai depuratori di Roccazzo e di Morana che, dopo il processo di depurazione, scaricano i reflui rispettivamente nel torrente Para Para e nel torrente Morana. Infatti, i risultati di alcuni campionamenti effettuati nel 2015 nell’impianto di Morana hanno rilevato l’esistenza di valori di «escherichia coli» (batterio comunemente presente nelle feci) anche 300 volte superiori al limite massimo consentito; invece nell’impianto di Roccazzo i valori di azoto ammoniacale sono risultati fino a 2,2 volte superiori alla norma, mentre quelli del macro descrittore come il Bod5, che indicano il contenuto di materia organica biodegradabile, addirittura fino a 2,4 volte superiori ai limiti della soglia.

Il sequestro consequenziale da parte del Gip non blocca del tutto l’impianto perché la gestione sarà affidata, non più all’amministrazione, ma direttamente all’ARPA di Ragusa, che dovrà assicurare il funzionamento del depuratore secondo le norme. Il sequestro dell’impianto di Piano dell’Acqua apre anche il capitolo della cattiva conduzione degli impianti di depurazione di contrada Morana e di Roccazzo. Il cattivo funzionamento dell’impianto è già costato oltre 6 mila euro di multe al comune per il 2013 e il 2014 e le sanzioni potrebbero essere più salate per lo scorso anno e quello in corso.
Il gruppo Area Popolare che ha sollevato il caso, denuncia: «Da questa vicenda, emerge non solo un danno economico di decine di migliaia di euro ma un allarmante quadro d’inquinamento alle matrici ambientali, di deterioramento e compromissione del corpo idrico superficiale, di uno stato di degrado e di alterazione dell´ambiente naturale che si protrae dalla fine degli anni novanta ad oggi. E se a ciò aggiungiamo il fatto che i finanziamenti europei per i nuovi impianti di fitodepurazione giacciono da anni inutilizzati alla Regione lo sconforto lascia il posto alla rabbia».