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CHIARAMONTE GULFI - 22/11/2013
Attualità - Era nata nel 2010 con lo scopo di promuovere i territori dei comuni montani

Unione Ibleide segna il passo? Non produce come dovrebbe

Come ricorda il Consigliere Michela Frasca, l’Unione si prefigge come obbiettivo quello di ottimizzare le risorse economiche-finanziarie, umane e strumentali Foto Corrierediragusa.it

L’Unione Ibleide, nata nel 2010 con lo scopo di promuovere i territori dei comuni di Chiaramonte Gulfi, Giarratana e Monteresso Almo, attraverso la gestione collettiva ed unitaria di funzioni e servizi, dopo un avvio di buon livello, oggi risulta una struttura burocratica del tutto improduttiva.
L’accusa dell’Avv. Michela Frasca, Consigliere dell’Assemblea è rivolta all’azione politica del Consiglio Direttivo dell’Unione, formato dai Sindaci Vito Fornaro (Chiaramonte Gulfi), Paolo Buscema (Monterosso Almo) e Lino Giaquinta (Giarratana), che non ha determinato nulla, per la mancanza di progettualità che i tre sindaci non riescono a sviluppare. Oggi qualcuno manifesta l’intento di abbandonare questa unione o meglio di scioglierla. Un’evenienza del genere, per i sostenitori dell’Unione, sarebbe un grave errore e un danno non indifferente per i comuni aderenti. Infatti, essersi costituiti in Unione da vantaggi in termini di punteggi per la partecipazione ai bandi o per la presentazione di diversi progetti.

Come ricorda il Consigliere Michela Frasca (foto), l’Unione si prefigge come obbiettivo quello di ottimizzare le risorse economiche-finanziarie, umane e strumentali. Quindi risulta del tutto infondato che i Sindaci dichiarano, per giustificare la propria inerzia, di non avere le giuste risorse economiche, visto che l’intento dell’Unione è proprio quello di ottenere dei risparmi sulla gestione dei servizi oltre a renderli più efficienti.

Ciascun Sindaco, ricorda la Frasca ha il dovere di non mortificare il progetto per cui è nata l’Unione Ibleide. «Solo se si supera questa empasse -ha aggiunto Michela Frasca- ha senso guardare avanti. Se permane questo stato confusionale è del tutto evidente che anche in presenza di finanziamenti non si riuscirebbe a spendere le risorse per progetti veramente qualificanti e utili ai tre Comuni».

L’auspicio del Consigliere è quello di trovare una giusta soluzione attraverso un dialogo e la condivisione seria di servizi e progetti.
Se l’Unione fallisse come ha dichiarato Michela Frasca «Fornaro, Buscema, Giaquinta, saranno additati come i Sindaci che hanno mandato in aria un progetto importante.»