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CHIARAMONTE GULFI - 03/11/2013
Attualità - L’evento voluto dall’Amministrazione Comunale

Vita archeologo Cultrera nel convegno celebrativo

La partecipazione di illustri relatori, ha fornito al Congresso un apporto tecnico-scientifico di grande interesse Foto Corrierediragusa.it

Il Convegno di Studi tenutosi presso l’Aula Consiliare, voluto dall’Amministrazione Comunale, presieduta dal Sindaco Vito Fornaro, è stato un excursus storico della vita di Giuseppe Cultrera (foto), che è stato ricordato nella sua interezza di uomo e archeologo. La partecipazione di illustri relatori, ha fornito al Congresso un apporto tecnico-scientifico di grande interesse ma soprattutto si è fatta intendere la grande figura professionale di Giuseppe Cultrera. Ad aprire il Convegno, è stato il Sindaco con la lettura del messaggio di Alberto Quadrio Curzio, vice presidente dell’Accademia dei Lincei, la più antica e prestigiosa Accademia d’Italia, che ha espresso la sua ammirazione per l’iniziativa dell’Amministrazione Comunale, ricordando la valenza culturale del Cultrera, che era stato anche accademico dei Lincei. Il presidente dei lavori, Paola Pelegatti (Accademica dei Lincei) ha menzionato la carriera dell’archeologo a Siracusa, dove hanno lavorato fianco a fianco, definendolo «uno studioso di riferimento ma soprattutto un compagno di studi».

La biografia di Giuseppe Cultrera descritta minuziosamente da Lucilla de Lachenal (Direttrice del Bolettino d’Arte del Ministero dei Beni Culturali) raffigura una persona molto complessa. Un archeologo distintosi su vari fronti, come la fondazione del Museo Tarquinia e dei Musei di Villa Giulia, che svolse durante la Soprintendenza alle Antichità di Roma e del Lazio, fa evincere il suo senso del dovere per la tutela del patrimonio artistico ed archeologico. Dall’altro lato, il suo essere puntiglioso e perfezionista lo portò molto spesso a scontrarsi con le istituzioni politiche del suo tempo. Era una personalità scomoda e le sue scelte non condivise erano una chiara denuncia nei confronti di un sistema qualunquista verso la tutela del patrimonio culturale. Tra i lavori più importanti del suo periodo romano, il recupero dell’Impero di Anzio e delle navi imperiali di Nemi.

A parlare del periodo siciliano di Giuseppe Cultrera, è stato invece Giovanni Di Stefano (Direttore del Parco Archeologico di Kamarina) che nel suo intervento ha ricordato l’incarico di Soprintendente a Siracusa avvenuto nel 1933, dopo Paolo Orsi. Durante i suoi primi anni in Sicilia lavorò al Museo di Palermo, alla città di Agrigento ed Erice, poi con l’incarico di Sopraintendente a Siracusa, alla ricostruzione dell’Apollònion e nel 1934 scoprì un edificio termale denominato il «Bagno di Dafne». Della sua vita è stato ricordato anche il periodo difficile del fascismo, dove si trovò a gestire il più disastroso sventramento di Ortigia per volontà del Regime.

Dal look anglosassone, era un uomo riservato, con un solo amico Biagio Pace. Liberale, odiava i politici di sinistra. Laico, negli ultimi anni della sua vita fu attratto dalla figura di Santo Agostino, così lo ha ricordato il nipote Giuseppe Rizza. Un uomo solo, in polemica con il mondo e le istituzioni. Affezionato a Chiaramonte Gulfi dove amava tornare per trovare un po’ di pace e dove morì il 21 luglio del 1968. Un grande spirito, che come tanti altri ha incontrato violenta opposizione da parte di chi, non ha capito o non ha voluto capire le sue ampie vedute.