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CHIARAMONTE GULFI - 19/10/2012
Attualità - E’ bastato meno di un anno per mandare in aria conquiste consolidate in tanto tempo

Ast al verde: 350 studenti pendolari appiedati

Del tutto impossibile che questi ragazzi possano trovare un posto a sedere, perché l’Ast ha ridotto i mezzi

E’ bastato meno di un anno per mandare in aria conquiste consolidate in tanto tempo. Questo è lo stato dell’arte del servizio di trasporto pubblico, gestito dall’Azienda Siciliana Trasporti, coperta dai debiti per mancanza dei trasferimenti regionali. A pagare il prezzo più alto sono i 350 studenti pendolari che raggiungono quotidianamente le sedi scolastiche della città capoluogo.

Del tutto impossibile che questi ragazzi possano trovare un posto a sedere, perché l’Ast ha ridotto i mezzi. Per non parlare poi di corse cancellate e di autobus che per mancanza di manutenzione si fermano lungo la strada. Una situazione difficile e insostenibile che è stata al centro di un incontro in Prefettura dei Sindaci dei Comuni della Provincia di Ragusa, dei rappresentanti dell’Ast e della Cub Trasporti, tenutosi il 28 settembre. Da allora, sebbene le promesse siano state tante, nessuna soluzione concreta e la situazione rimane parzialmente nel caos.

L’Amministrazione comunale aveva anche richiesto all’Ast, che gestisce sul territorio chiaramontano in assoluto monopolio i trasporti pubblici, un incontro, senza ricever a oggi alcuna risposta. A questo punto il Sindaco, Vito Fornaro, ha indirizzato al Prefetto della Provincia di Ragusa, Giovanna Cagliostro, una nota per informarla dei disservizi causati dall’Ast, con specifico riferimento agli studenti pendolari, al fine di trovare al più presto la soluzione a una problematica particolarmente grave.

«Al punto in cui si è, ha commentato il Sindaco, Vito Fornaro, appare evidente che l’Ast non sia più in grado di assicurare nella sua totalità il servizio. Per questo ci si auspica e si sollecita la risoluzione di questa problematica in sinergia con gli altri Comuni e con l’intervento della Regione, delineando l’ipotesi di affidare il servizio di trasporto a ditte private previa rinuncia da parte dell’Ast al monopolio del trasporto studenti, in modo da permettere ai Comuni di ricevere i rimborsi regionali e di rivolgersi a vettori diversi e possibilmente anche meno costosi».