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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 712
CHIARAMONTE GULFI - 30/06/2011
Attualità - A causa dell’ennesimo furto di cavi di rame

Un´altra contrada al buio. Sfida alle istituzioni?

A poche ore di distanza dalla riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica

A poche ore di distanza dalla riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica che ha affrontato il problema dei continui furti di cavi elettrici, ignoti malfattori hanno lasciato al buio un’altra contrada del chiaramontano. A distanza di pochi giorni del loro abile «intervento» in C.da Mazzarronello, stavolta i malfattori hanno preso di mira la linea elettrica di C.da Fagotto, dove operano importanti aziende agricole.

Quasi una prova di forza dei malviventi che non temono, a quanto pare, nessuna azione di polizia. Una bella provocazione se si considera che il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica si era riunito poche ore prima per trovare le giuste soluzioni ed attuare una concreta azione di contrasto a questo dilagante fenomeno. Numeri alle mani ben si comprende quanto è esteso il reato di furto di cavi elettrici. Nel 2010, questi i numeri forniti dai tecnici dell’Enel, in Provincia di Ragusa sono stati consumati 60 furti; nei primi sei mesi di quest’anno ben 80.

I numeri parlano da soli e impongono una mobilitazione interforze. La riunione del Comitato, voluta dal Prefetto, Francesca Cannizzo, su richiesta del Sindaco di Chiaramonte Gulfi, Giuseppe Nicastro, ha visto la presenza del Questore, del Comandante provinciale dei Carabinieri, del Comandante della Guardia di Finanza, dei Sindaci di Chiaramonte Gulfi, Ragusa e Acate e del Direttore Enel della Sede di Ragusa.

Sul fronte prettamente localistico, Chiaramonte Gulfi ha attenuto una corsia privilegiata per il ripristino delle linee elettriche trafugate. In questa direzione è da ascriversi l’intervento dell’Enel che ha rimesso in esercizio l’impianto elettrico di C.da Patria a pochi giorni dal furto dei cavi elettrici. Ma l’emergenza non è finita, visto che altre contrade, tutte densamente abitate e dove insistono importanti insediamenti produttivi, devono fare i conti con il buio.