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CHIARAMONTE GULFI - 05/11/2010
Attualità - Chiaramonte Gulfi: classe 1922, del ventenne si persero le tracce

La storia di Giovanni Mantello, il soldato morto in Russia

A riportare alla luce la vicenda umana di questo ragazzo di appena vent’anni è stato Antonio Respighi, un ex alpino Foto Corrierediragusa.it

Per i familiari del soldato Giovanni Mantello, «disperso in Russia», a distanza di tanti anni finalmente si è saputo che il loro congiunto è morto. A darne notizia non ci ha pensato lo Stato, «che non ha mai comunicato niente alla famiglia, distinguendosi per un assordante silenzio», queste le parole di una nipote, ma un privato cittadino.

Si tratta di un ex alpino, Antonio Respighi che ha fatto motivo di vita la ricerca di quei tanti commilitoni che in Russia hanno perso la vita. A lui si deve il ritrovamento del piastrino militare di Giovanni Mantello che ora è nelle mani dei due sue fratelli, Paolo e Antonio. La cerimonia di consegna ha visto la presenza di tanti alunni e di una folta schiera di cittadini, alcuni dei quali conoscevano quel giovane di vent’anni.

In questo 4 novembre, ha ricordato il Sindaco Nicastro, «un frammento di doloroso passato dalla Russia è approdato a Chiaramonte Gulfi, attraverso un piastrino di riconoscimento appartenuto ad un nostro soldato caduto nel corso della disastrosa campagna di Russia del 1942/43: Mantello Giovanni, figlio di Salvatore e di Giallongo Concetta nato a Chiaramonte Gulfi il 21 marzo del 1922». Il Sindaco ha, quindi consegnato ai due anziani fratelli, alquanto commossi, il piastrino sistemato su una targa ricordo con su scritto: «Soldato Mantello Giovanni, un commosso ricordo in memoria della sua giovane vita, sacrificata per la Patria, in terra di Russia».
Nella foto da sx Paolo Mantello, il Sindaco Giuseppe Nicastro e Antonio Mantello.

LA STORIA DI GIOVANNI MANTELLO
Di tanto in tanto continuano ad affiorare dal passato tracce e frammenti di vita. Di una vita spezzata, scriviamo stavolta. Quella del soldato Giovanni Mantello, classe 1922, «disperso in Russia» (si legge dal cartellino anagrafico). Disperso per lo Stato che non ha mai potuto fornire altre notizie ai familiari. Mantello forse morì in un campo di smistamento di prigionieri di guerra in Russia. A riportare alla luce la vicenda umana di questo ragazzo di appena vent’anni è stato Antonio Respighi, un ex alpino che non ha mai smesso, con la benevolenza della moglie Gianna, di cercare per quelle lande desolate, i suoi commilitoni, o meglio, qualche traccia della loro vita.

Fu proprio nell’estate del 2009 che il nostro Respighi con altri amici ha battuto, in camper, quelle zone. Una sera, questo il suo racconto, un giovane del luogo mostrò loro vari oggetti della seconda guerra mondiale e in particolare piastrine di riconoscimento di soldati italiani. Dopo una non facile trattativa, il giovane russo consegnò, in cambio di un piccolo dono, tutti quei frammenti di un tragico passato. Uno di quei piastrini era del nostro soldato Giovanni Mantello.

Una volta in Italia Respighi ha dato corpo al progetto di consegna di questi piastrini ai familiari, sostenuto dall’Associazione Nazionale Alpini, Sezione di Milano, e sponsorizzato dal Gruppo Alpini di Abbiategrasso, che partecipa, ove possibile, con propria rappresentanza alle varie cerimonie di consegna dei piastrini di riconoscimento di militari italiani. Qualche mese fa fu proprio Antonio Respighi a contattare il Sindaco di Chiaramonte Gulfi, Giuseppe Nicastro, informandolo di quanto in suo possesso.

La notizia del ritrovamento del piastrino militare di Mantello è stata subito data ai due fratelli, Paolo e Antonio, che hanno così potuto sapere che il loro congiunto non era più «disperso in Russia», ma morto e i suoi resti giacciono ancora in un campo comune.

Una volta ricevuto il piastrino, l’Amministrazione comunale ha deciso di consegnarlo ai familiari in occasione della commemorazione del 4 novembre. La cerimonia si svolgerà in Piazza Duomo, alle ore 11 dinanzi al monumento che ricorda i chiaramontani morti durante la I^ Guerra Mondiale. Sarà proprio il primo cittadino, alla presenza anche di diverse scolaresche, coinvolte in questo importante recupero della memoria, di associazioni cittadine e di alcuni sopravvissuti a quella tragica pagina di storia, a consegnare il piastrino ai familiari del soldato Giovanni Mantello, morto in Russia.

«Dinanzi al monumento di pietra, questo il commento del Sindaco, Giuseppe Nicastro, che ricorda il sacrificio di tanti giovani soldati nella guerra del 15/18, vogliamo costruirne un altro, ideale, fatto non di pietra e bronzo ma dei nostri sentimenti, di partecipazione e affetto per quei tanti altri ragazzi che, nelle fredde lande della Russia o nei vari campi di battaglia, lasciarono i loro sogni di un mondo migliore. E’ un giusto tributo che noi cittadini del terzo millennio dobbiamo ai tanti nostri fratelli che hanno sacrificato, loro malgrado, la vita per la Patria».