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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 293
CATANIA - 06/06/2010
Attualità - Catania: il centro chirurgico etneo, eccellenza nazionale per l’apparato digerente

Tumori al colon, al Garibaldi operati 400 pazienti l’anno

Dei 3.500 casi in Sicilia, oltre 400 solo all’ospedale di Nesima, uno dei centro d’eccellenza d’Italia per la resezione di tumori. L’équipe del professore Giorgio Giannone dispone di 3 sale operatorie a pieno regime, di 34 posti letto, ma non degli 80 infermieri e di 50 ausiliari che dovrebbe avere secondo l’organico. Anche pazienti di 90 anni sotto i ferri!
Foto CorrierediRagusa.it

All’anziano paziente over 80 che lo prega di mandarlo a casa con le sue gambe e non dentro la cassa di zinco, il professore Giorgio Giannone (nella foto), direttore e capo Dipartimento dell’Area chirurgica di Oncologia, Azienda Ospedaliera «Garibaldi» di Catania dal 2004 risponde con una battuta tagliente e rassicurante: «Se ha deciso di morire si scelga un altro ospedale, altrimenti mi fa perdere la buona reputazione». Escluso i miracoli, per i quali nessuno ha studiato abbastanza, al 5° piano della Torre A del Centro oncologico etneo si fa di tutto per rimettere in sesto pazienti sfiduciati fisicamente e psicologicamente.

La buona reputazione, l’Oncologico diretto da Giannone, 12 posti letto più uno in day hospital a «4 stelle» intra moenia al 5° piano della torre B e 22 posti più 2 dh extra moenia stesso piano della torre A, se l’è fatta con numeri, dati e statistiche sui tumori dell’apparato digerente che ogni anno il «Corriere della Sera-Sportello cancro» pubblica impietosamente perché la gente prenda coscienza che questo bubbone dell’umanità, che in molti casi riesce ancora ad avere la meglio sul bisturi e sulle nuove e moderne cure, se lo conosci in tempo si può esorcizzare.

Nel 2008 l’équipe del prof. Giannone, che solo sulla pianta organica dispone di 80 infermieri, 50 ausiliari e 10 medici chirurghi, ha operato 400 pazienti affetti da tumore allo stomaco, il doppio del Policlinico e del Civico Benfratelli di Palermo. Nel 2007, 299 interventi; nel 2006, 417; nel 2005, 330. Nell’ultimo biennio le cifre sono destinate ad aumentare. Un crescendo impressionante, come si vede, che fa del «Garibaldi» un polo d’eccellenza alla pari degli ospedali tanto invidiati del Nord Europa. Un centro che dà lustro a un’intera Regione che marcia ancora con una scarpa e una ciabatta, incancrenita da corruttele e malaffare e cenerentola rassegnata in diversi settori sociali, compreso il sanitario.

Per tradizione i viaggi della speranza partiti dalla Sicilia si sono fermati a Milano per non dire in Francia o in America. Oggi parliamo di inversione di tendenza che fa ben sperare, grazie anche al «Garibaldi», ai nosocomi palermitani e ai tanti altri ospedali minori dell’isola che hanno la fortuna di contrattualizzare specialisti che accoppiano doti umanitarie e modeste a quelle scientifiche e tecniche.

Giorgio Giannone, 61 anni, è uno di questi. Il chirurgo sciclitano che parla ai pazienti con il calore confidenziale e la battuta ricca di spirito e saggezza che si riserva a un compagno d’infanzia, di gente disperata di ogni età ne ha rimesso in piedi parecchia. Stimato in America, da dove va e viene per apprendere nuove tecniche e insegnare agli altri come si recidono tumori maligni e si fanno alzare dal letto i degenti dopo appena 48 ore dall’intervento; apprezzato in Europa (ultimamente è stato chiamato in Grecia), in provincia di Ragusa, a Scicli in particolare, sua città natia, è considerato una sorta icona taumaturgica vivente. Ma negli ospedali ragusani non ha avuto la fortuna di mettere piede.

Per quanto ironico e modesto possa sembrare caratterialmente, stupisce il suo essere schivo e a tratti persino sfuggente di fronte alle domande del cronista. Nessuno le vede entrare né uscire dalle 3 sale operatorie (su 10) in dotazione al Dipartimento oncologico, ma si sa che quasi tutti i giorni impugna il bisturi alle 8 e lo lascia anche alle 20. Una catena di montaggio e smontaggio umana, pazienti che entrano con i loro piedi e ne escono in barella. «Il dato impressionante di tumore al colon, negli ultimi dieci anni, operati al Garibaldi di Catania –afferma il prof. Giannone- vuol dire intanto che bisogna porre attenzione al problema. Occorre raccogliere e registrare i dati in maniera corretta, quindi prendere le decisioni che il fenomeno comporta. Siamo sotto organico, ed è grazie all´abnegazione di questi ragazzi se riusciamo ad assicurare un minimo di decente assistenza".

Più loquace e ben disposta alla conversazione appare Carmen Inturri, la caposala dell’intra moenia Torre B, la cui degenza giornaliera ha un costo di 129,12 euro. Come si costruisce la fama di un chirurgo che vuole essere come il professore Giannone? «Con lo studio, l’umiltà, il sacrificio- risponde la caposala- lui è uno stacanovista della chirurgia. Opera tutti, anche i novantenni. Con una tecnica veloce e impressionante: dopo 4 giorni dall’intervento il paziente è pronto per tornare a casa. Probabilità di successo? Molte se l’ammalato di tumore al colon non presenta patologie associate. Pensi, non è leggenda, una volta ha operato anche un gatto che aveva ingerito l’amo da pesca. Il veterinario era preoccupato, il professore Giannone gli tolse l’amo dallo stomaco con il bisturi».

Per descrivere le doti dell’uomo e del chirurgo basta solo citare la motivazione con la quale gli è stato consegnato il prestigioso premio «Anna Fendi» a Scicli. «Giorgio Giannone, sciclitano, uomo di umanità, modestia e simpatia. Primario di Oncologia chirurgica all’Ospedale Garibaldi di Catania, si è specializzato negli Stati Uniti. Luminare della materia, ha dato il suo contributo alla comunità scientifica internazionale portando il frutto della sua ricerca e profonda esperienza. Chirurgo di fama preclara, mai appagato nella sua infinita ricerca di sapere, unisce alla competenza professionale il sentimento di missione del lavoro di medico. Capace di sensibile empatia col paziente, infonde serenità e fiducia in chi gli si affida. Amato dai suoi assistiti e dalle persone che lo conoscono per i suoi meriti, è persona di diuturno impegno e immensa generosità. Legato a Scicli da amicizie, legami affettivi, passioni profonde, attenzioni per la comunità, trascorre i momenti di riposo nella città le cui origini ha sempre mostrato con orgoglioso vanto».

I beninformati dicono che anni addietro il professore Giannone era pronto a mettere la sua eccellente tecnica al servizio del «Maggiore» di Modica e dell’intera comunità iblea. Ma il concorso per Modica non s´è mai fatto(sic!). Perché a volte non basta il curriculum di un buon bisturi a far carriera in casa propria se non c’è la mano d’un politico che lo «guida» sul corpo del paziente. Risultato: il professore Giannone è andato a fare grande il Garibaldi Nesima di Catania, la provincia di Ragusa s’è tenuta una bella tessera di partito in sala operatoria.

(Nelle foto sotto da sx l´ospedale Garibaldi di Catania, la caposala di Oncologia chirurgica Carmen Inturri e l´altra facciata del nosocomio etneo. CLICCATE SULLE FOTO PER INGRANDIRLE)