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CATANIA - 23/07/2014
Attualità - E’ stata una battaglia vinta con il concorso di tutti

Tar di Catania salvo: evitata soppressione

Grazie all’approvazione di un emendamento al Decreto legge sulla Pubblica Amministrazione Foto Corrierediragusa.it

Il Tar di Catania è salvo. La soppressione del Tribunale amministrativo etneo che serve ben cinque provincie siciliane è stato scongiurato grazie all´approvazione di un emendamento al Decreto legge sulla Pubblica Amministrazione che salva le sezioni staccate del Tar che si trovano nelle citta’ sedi di corti d’appello: si si tratta di Salerno, Reggio Calabria, Lecce, Brescia ed ,appunto, Catania. «E’ stata – ha detto il sindaco di Catania, Enzo Bianco – la vittoria di una strategia partita da lontano, visto che già il 23 giugno scorso avevamo chiamato a raccolta nel Palazzo degli elefanti la deputazione e le forze sociali ed economiche dell’intera Sicilia orientale. Tutti avevano sottoscritto un documento inviato a Napolitano, a Renzi, ai ministri competenti e ai gruppi parlamentari e in cui si spiegava come la soppressione del Tar non rispondesse ad alcun requisito di risparmio ed economicità. E’ stata una battaglia vinta con il concorso di tutti, dai parlamentari di ogni forza politica al mondo produttivo della Sicilia orientale, che in queste settimane hanno fatto fronte comune». Anche il sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, e, Giovanni Iacono, nella doppia veste di Presidente del Consiglio Comunale di Ragusa e di Presidente della Consulta dei Presidenti dei consigli comunali del Libero Consorzio di Ragusa, hanno espresso la loro soddisfazione. «L´eliminazione del Tar di Catania che serve 5 province siciliane su 9 - ribadisce il Sindaco Federico Piccitto – non avrebbe comportato alcun beneficio funzionale ma piuttosto un aggravio di costi per le amministrazioni pubbliche e per i privati».

Anche il Presidente del Consiglio Comunale di Ragusa, Giovanni Iacono, aveva invitato caldamente tutti i consigli comunali del Libero Consorzio di Ragusa ad approvare in tempi celeri un´ordine del giorno per contestare la soppressione del Tar di Catania al fine di inviarlo a tutti i gruppi parlamentari di Camera e Senato.

Se tale decisione incomprensibile fosse andata in porto -afferma Giovanni Iacono– si sarebbe certamente registrata la rinuncia di gran parte dei cittadini a far valere i propri diritti, scoraggiati dai maggiori costi e dalle strade borboniche che ci ritroviamo per andare ancora a Palermo».