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CATANIA - 18/05/2012
Attualità - Accolta a Fontanarossa da Rosaria Surace, delegata "Associazione 1000 donne per l’Italia"

Anita Garibaldi a Catania incontra gli studenti siciliani

Tra i suoi progetti culturali, la creazione di un concorso con borsa di studio per i ragazzi siciliani sul tema: «Lo studio della nuova Italia da costruire sulla base degli scritti, delle opere e delle azioni e soprattutto sulla scia dei valori creata dai Garibaldi»
Foto CorrierediRagusa.it

«Dalla Sicilia si è fatta l’Italia e dalla Sicilia occorre che essa risorga». Questo è il motto di Anita Garibaldi, giunta «nell’isola delle tre punte» per chiudere i festeggiamenti dei 150 anni dall’Unità d’Italia assieme agli studenti della Scuole siciliane e catanesi e per ricordare il 130° anniversario della morte dell’avo.

Non da Marsala ma da Catania, non per via mare ma per via aerea, la nipote «dell’Eroe dei due mondi» è sbarcata all’aeroporto di Fontanarossa, ed è stata accolta da Rosaria Surace, delegata per la Calabria dell’Associazione «1000 donne per l’Italia», Associazione di cui è presidente la stessa Anita, dall’Ispettore Regionale dell’Istituto della Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon Stefano Milazzo Savoca, da Carlo Majorana Gravina, pronipote dell’ex ministro dell’economia Salvatore Majorana Caltabiano il quale curò il passaggio dei beni ecclesiastici allo Stato durante la dittatura siciliana; da Pippo Furnari, presidente dall’Associazione «Giuseppe Garibaldi: I martiri di Fantina» e Salvatore Celi, pittore surrealista e membro dell’associazione.

Dopo 150 anni una Garibaldi arriva in Sicilia senza i 1189 volontari in camicia rossa, ma con un giubbino bianco e mille idee al seguito per coinvolgere i giovani siciliani nell’avvicinamento ai valori della Patria e dell’Unità. Infatti, Anita incontrerà gli studenti della provincia di Catania al Liceo classico di Acireale «Gulli e Pennisi» per dire loro che «..proprio i giovani sono la speranza della Nazione. Di tenere sempre alta l’immagine della Sicilia, la più bella terra per ciò che concerne il paesaggio e la cultura, la prima Regione democratica nata in Italia».

Energica, forte e piena di entusiasmo, Anita, con i suoi occhi azzurri, dai tratti simili, come d’altronde non poteva non essere, a quelli di colui che fu il dittatore dell’isola dopo lo sbarco avvenuto a Marsala nel 1860, sarà l’emblema attuale di una evoluzione storica che portò alla nascita di una Nazione, l’Italia, non più espressione geografica ma Regno unitario e costituzionale.

E fa riferimento alla cultura, quella letteraria e poetica, che tanto onorò i valori del Risorgimento e che oggi viene riscoperta anche attraverso la penna di tante donne letterate e colte che fecero di Garibaldi un’icona vista secondo un’ottica tutta femminile. Come «invitto Duce» o «Belisario novello» è descritto infatti dalla penna poetica della vittoriese Teresa Iacono Roccadario, (1842-1939) donna del risorgimento ragusano recentemente scoperta e inserita nel Pantheon delle donne siciliane dedite alla scrittura.

E la cultura rientra tra i progetti dell’attuale Anita: la creazione di un concorso con borsa di studio per i ragazzi siciliani sul tema «Lo studio della nuova Italia da costruire sulla base degli scritti, delle opere e delle azioni e soprattutto sulla scia dei valori creata dai Garibaldi». Si fa così rientrare senza far cadere nel dimenticatoio, un’altra figura storica femminile importante che fu quella dell’Anita storica; la moglie del generale, che a noi piace ricordare attraverso lo studio di Simona Tagliaventi, che nel suo saggio «La guerriera. L’amante. Anita Garibaldi» presente nel libro «Donne del Risorgimento» Società editrice il Mulino 2011, parla di Anita riportando le memorie stesse del generale: «Annita, eccellente cavallerizza, e cavalcando un focoso animale poteva fuggire e sottrarsi al nemico; ma quel petto di donna racchiudeva un cuore di eroe».

Nella foto in alto, Anita Garibaldi a Fontanarossa tra Stefano Milazzo Savoca e Carlo Majorana Gravina


garibaldi
19/05/2012 | 13.01.30
giovanni

perchè non se ne torna a casa la signora Garibaldi? perchè non ricorda come i garibaldini abbiano massacrato la popolazione di Bronte ad esempio!..sono stati questi i valori di Garibaldi?