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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 1052
CATANIA - 27/10/2010
Attualità - Catania: con ill decreto l.vo 28/10, via al nuovo soggetto giuridico che snellisce i processi

Avvocato amico per concludere conciliazione entro 4 mesi

l presidente dell’An.Ge.C. Maria Antonietta Miccoli. «Dopo Reggio Calabria, corsi abilitanti per conciliatori a Ragusa, Catania, Roma e Milano»
Foto CorrierediRagusa.it

L’Istituto della Mediazione finalizzato alla conciliazione è ormai una realtà prossima per applicazione del recentissimo D.Lgs 28/10 . «La Mediazione si propone di risolvere in via stragiudiziale con costi ridotti i conflitti entro il termine perentorio di 4 mesi. Viene così attuato il principio del giudizio equo per cui un contenzioso deve risolversi in un arco di tempo ragionevole e attuale per come previsto dalla Costituzione e dall’art. 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell’ Uomo».

Il concetto di mediazione è stato spiegato da Maria Antonietta Miccoli (nella foto a destra accanto al magistrato Augusta Iannini e a Luciano Gerardis) , avvocato e presidente dell’AN.GE.C. (Associziazione nazionale gestione conflitti), nel corso dell’incontro di presentazione tenutosi a Reggio Calabria, sede centrale dell’ Associazione. All’incontro erano presenti vari relatori ed operatori del diritto tra cui docenti universitari come il professore Carmelo Romeo il professore Massimo Galletti, il presidente dell’A.N.GE.C e la dottoressa Augusta Iannini, magistrato e capo dell’Ufficio legislativo del Ministero di Giustizia.

L’avvocato Miccoli ha illustrato le modalità procedurali del nuovo Istituto oltre che le finalità della cultura negoziale nel progetto di conciliazione, che quanto prima sarà obbligatorio attuare prima di intraprendere un procedimento giudiziario. Gran parte degli esponenti del diritto sono fiduciosi nei riguardi di questo nuovo istituto, che dovrebbe, una volta entrato in vigore, snellire di molto le liti pendenti nei vari tribunali civili di tutta Italia.

Con l’entrata in vigore di tutti i nuovi istituti giuridici, qualcuno potrebbe sollevare qualche perplessità circa la sua perentoria applicazione. Tale evenienza è stata categoricamente esclusa dal magistrato Augusta Iannini, nell’incontro avvenuto presso la sede dell’Uninoncamere a Roma il 20 ottobre scorso in cui ha detto che «la mediazione è un’ istituto in più che viene predisposto dal legislatore per risolvere le controversie, oltre a quello del giudizio, che presenta dei vantaggi in termini di economia di tempo, di costi e di risultato». Ed inoltre che «le norme di attuazione sono state già definite ed inserite nel pacchetto giustizia e fra qualche giorno verranno pubblicate in Gazzetta Ufficiale. Verranno pure aggiornate le tariffe professionali afferenti alla Mediazione».

L’evolversi di queste novità scaturisce dalla stanchezza dei cittadini nell’affrontare giudizi ultraventennali che non fanno altro che generare sfiducia nella legge. «Se una delle parti non si presenta in fase di conciliazione, un conciliatore ha la facoltà di effettuare una proposta anche nell’ assenza di una parte. Nell’ipotesi di non accettazione, la stessa sarà oggetto di valutazione processuale da parte del giudice».

In tal modo- secondo il parere degli esperti del settore, la conciliazione sarà un deterrente per i giudizi temerari o ostruzionistici che per tanto tempo hanno imperversato nelle aule giudiziarie e che, anzi, sono state incentivo per ulteriori cause generate dalle lungaggini processuali.

Prosegue l’avv. Miccoli: «Nel procedimento di Mediazione, le parti possono avvalersi anche dell’ausilio di consulenti iscritti presso l’albo del distretto di Corte d’Appello. Non sarà obbligatoria la presenza dell’avvocato durante la fase di conciliazione ma è consigliata l’assistenza tecnico-legale in quanto sia la domanda, sia la fase procedimentale, hanno natura tecnico-giuridica e, quindi, è sicuramente opportuno avvalersi di un legale. Sono previsti controlli sull’efficienza degli organismi e sulle capacità dei singoli mediatori».

E nel segno della formazione dei nuovi conciliatori professionisti, l’avv. Maria Antonietta Miccoli e l’A.N.GE.C stanno organizzando corsi di formazione, con personale docente esperto e qualificato, al fine di far conseguire a tutti i laureati in materie giuridiche ed economiche, nonché i professionisti iscritti presso gli Albi professionali, il titolo abilitante di Conciliatore.

I corsi già avviati a Reggio Calabria presto partiranno anche a Ragusa, Catania, Roma, Milano, luoghi in cui l’associazione ha le sue sedi di riferimento. Unanime è infine la valutazione del nuovo testo legislativo volto a snellire dunque il contenzioso e a sgravare in maniera effettiva e consistente i Tribunali civili e i Giudici di pace dall’enorme mole di lavoro dalla quale sono ormai sommersi. Anche se qualcuno rileva che il disegno di legge avrebbe bisogno di alcune modifiche, unanime è lo sguardo verso una nuova trasformazione delle procedure giudiziarie volte a rimarcare una sola differenza: quella esistente tra un giudice che guarda al passato e un conciliatore, nuova figura professionale, che può solo guardare al futuro: il conciliatore che non giudica nella sostanza, semplicemente aiuta le parti a trovare una soluzione condivisa a cui, le stesse, da sole non sarebbero con facilità arrivate.