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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 427
ACATE - 01/05/2009
Attualità - Acate: diventa un caso sociale l’annullamento della corsa dei cavalli

Acate: addio palio, stavolta San Vincenzo non ha fatto il miracolo!

Circa 30 malavitosi accertati, ma gli altri anni non c’erano? Il questore: «Io rispondo di questa edizione, il passato non m’appartiene»
Foto CorrierediRagusa.it

Acate non si rassegna e il sindaco Caruso la mette sul sociale e sul commerciale. Comune e Pd parlano lo stesso linguaggio nel criticare la scelta di fermare la kermesse. «Abbiamo perso il palio ma non l’orgoglio» si legge in un documento firmato amministrazione comunale, quindi Giovanni Caruso, icona politica e amministrativa del piccolo centro agricolo.

Il Pd, invece, pur rammaricandosi della decisione del questore, una vergata al sindaco la dà: «Ci saremmo aspettati che Caruso, avvertita la seria difficoltà ad ottenere i visti e le autorizzazioni, avesse coinvolto le forze politiche, sindacali e sociali per una mobilitazione generale congiunta per la soluzione di tale problema. Ma ciò non è stato».

Un questore con gli «attributi» ha bloccato il palio sfidando tutti e anche la freddezza di altre istituzioni. Ha motivato la sua decisione con rivelazioni che mai nessuno ha fatto nelle edizioni precedenti. Possibile che le infiltrazioni mafiose abbiano contagiato il palio solo nel 2009? Perché gli altri palii sono stati ritenuti regolari e autorizzati e questo no?

"Dei circa 70 soggetti che gravitano attorno alla manifestazione- risponde il questore Oddo- fra comitato, organizzatori, fantini e proprietari di cavalli, almeno una trentina hanno legami malavitosi. Diversi pregiudicati e alcuni addirittura con il 416 bis (che vuol dire associazione per delinquere di stampo mafioso)".

Ma non è solo questo il motivo dello stop al palio dopo 286 anni di tradizione. "E’ da un anno- ricorda il questore Oddo- che dico al sindaco Caruso di allontanare i malavitosi e di rendere sicuro il percorso e le transenne, l’anno scorso hanno visto volare ferri dagli zoccoli dei cavalli in mezzo alla gente. Devo dargli atto che ci ha provato. Sebbene abbia indicato nel bando il divieto di partecipazione di pregiudicati, parecchi non hanno ottemperato alla direttiva del sindaco. Non ho nulla contro il palio, ma di fronte a queste irregolarità e inadempienze di carattere legale e di sicurezza io non poso autorizzare l’evento".

Viene da obiettare. Possibile che le infiltrazioni mafiose siano avvenute in questi ultimi 365 giorni? «Io rispondo della mia gestione –ribadisce il questore- non voglio commentare le edizioni precedenti. Sono cose passate, guardo solo al presente e al futuro. Ripeto, non c’erano le condizioni per fare svolgere il palio di Acate, altrimenti non l’avrei bloccato».

Giovanni Caruso, che rappresenta la sintesi del malcontento politico e sociale, sintetizza: «Non vogliamo entrare nel merito delle «valide ragioni» che hanno indotto il questore a disporre il divieto di svolgimento delle corse per i motivi suindicati, ma siamo sicuri che se avessimo fatto anche l´impossibile, il risultato non sarebbe cambiato».

Per il sindaco il mancato svolgimento del palio mette in crisi un sistema folkloristico, sociale e commerciale. «È grave –continua Caruso- che si sia voluta cancellare con un colpo di spugna, e senza concedere ulteriori possibilità, una manifestazione con tre secoli di storia, patrimonio culturale ed orgoglio di una popolazione ed attrazione di un´intera provincia. Con tale decisione, non solo si è privata la Città di Acate della sua memoria e di una delle poche fonti di richiamo turistico, ma si sono, inevitabilmente, penalizzate centinaia di attività economiche e negate loro le aspettative di rilancio».

Il sindaco invita gli acatesi a manifestare il dissenso in maniera civile e assicura che non lascerà nulla d’intentato per riavere il palio sin dall’anno prossimo. «Vogliamo assicurare la Comunità di Acate che non abbiamo tralasciato nulla per scongiurare la sospensione del Palio e che questa amministrazione comunale si è riservata il diritto di presentare ricorso al Prefetto di Ragusa ed eventualmente anche al Tar».

(Nella foto da sx il questore di Ragusa Giuseppe Oddo e il sindaco di Acate Giovanni Caruso)