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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 666
ACATE - 29/08/2016
Attualità - L’ente di piazza Libertà è senza bilancio di previsione dal 2015

Dissesto Acate: atti trasmessi alla corte dei conti

Il primo cittadino non ci sta e passa al contrattacco Foto Corrierediragusa.it

Operazione chiarezza sulla dichiarazione del dissesto finanziario ad Acate. Il sindaco Franco Raffo (foto), dopo l’approvazione avvenuta lo scorso 12 agosto in Consiglio comunale, passa al contrattacco e annuncia di voler fare luce sulle responsabilità del buco di bilancio, le cui proporzioni e cifre sono ancora tutte da stabilire. Il primo cittadino ha chiesto al nuovo segretario generale dell’ente Calabrese di trasmettere tutta la documentazione, compresa una relazione dettagliata che lo stesso Raffo ha redatto, alla Corte dei Conti, alla Procura delle Repubblica, al Comando Provinciale della Guardia di Finanza, all’Assessorato Regionale agli Enti Locali e al Ministero degli Interni. L’ente di piazza Libertà è senza bilancio di previsione dal 2015 e dopo un anno e mezzo trascorso tra criticità e ricerca di possibili vie d’uscita, alla fine non è stato possibile evitare la dichiarazione del dissesto. Il sindaco, come già fatto più volte negli ultimi mesi, fa un excursus su quelle che, a suo giudizio, sono le origini della drammatica situazione del Comune che oggi si trova ad un punto di non ritorno.

«Le criticità finanziarie –scrive Raffo nella sua relazione- hanno inizio già nel 2004 e si sono protratte e accresciute negli anni a seguire. La prima prova inconfutabile di tali criticità ci viene fornita dalla deliberazione 91/2006 della Corte dei Conti nella quale la suprema Corte fa rilevare, fra le tante, che nei conti del Comune di Acate «sono emerse alcune irregolarità contabili eludendo, secondo quanto affermato dai Revisori dei Conti del Comune, il rispetto del Patto di stabilità». Già nel 2006 –prosegue ancora il primo cittadino- i Revisori dei Conti avevano bocciato il bilancio consuntivo dell’anno precedente, abbandonando addirittura il Consiglio Comunale».

Raffo evidenzia nel suo documento anche ritardi nel pagamento dei fornitori già nel 2009, a dimostrazione del fatto che le difficoltà finanziarie erano già presenti prima del suo insediamento a primo cittadino avvenuto a giugno del 2013. Secondo quanto scrive la Corte dei Conti già nel 2012 vi era una situazione di grave carenza di liquidità. Ed ancora nello stesso anno il Consiglio comunale approvò le nuove aliquote Imu portandole al minimo, creando in questo modo mancati introiti per l’ente e ponendolo fuori dalla «Patto di solidarietà». «La speranza che nel 2016 potessimo uscire da questa situazione –ha concluso Raffo- è venuta meno allorquando abbiamo appreso che relativamente ai trasferimenti dello Stato per il Comune non c’èra alcuna possibilità di ritornare alla normalità.

Il dissesto rappresenta l’estremo rimedio e il primo passo verso il risanamento del nostro Comune e, paradossalmente, l’inizio di un percorso virtuoso che cancelli la penalizzazione subita in questi 4 anni dalla nostra amministrazione e dalla comunità acatese». E a proposito della dichiarazione del dissesto, sono intervenuti anche i tre consiglieri del gruppo «Insieme», Biagio Licitra, Michele Casì e Silvia Terranova. «Nessuno in sede consiliare –scrivono i tre - è riuscito a fornire informazioni sui numeri del dissesto. Chiediamo dunque come l’ufficio finanziario abbia quantificato il dato presunto sullo squilibrio tra entrate e spese nel 2012 ma non sia stato in grado di fornire l’importo dello squilibrio tra entrate e spese che non hanno consentito la chiusura in equilibrio del bilancio 2015».

Salvo Vassallo - Giornale di Sicilia