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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 751
ACATE - 03/04/2016
Attualità - Gli esponenti grillini contestano le scelte del sindaco Raffo

Montano le polemiche sul depuratore di Acate

Nessuna risposta alla domanda su quanto spende annualmente il comune per l’impianto Foto Corrierediragusa.it

Dipendenti comunali del depuratore "privatizzato" utilizzati per distribuire volantini di partito? Ad Acate il Movimento 5 stelle denuncia un episodio che coinvolge il sindaco Franco Raffo, il quale, a dire degli esponenti di opposizione, «avrebbe incaricato dipendenti del comune di distribuire dei volantini sul depuratore». «In questo volantino - si legge nella nota del movimento pentastellato - il primo cittadino dice di avere trovato la soluzione al problema del depuratore: verrà un privato che regalerà agli acatesi il più bel depuratore del mondo, accollandosi spese e rogne giudiziarie, accusando noi grillini di essere la causa di tutti i mali acatesi avendo bocciato il project financing». Gli esponenti del Movimento 5 stelle contestano infatti la scelta operata dal primo cittadino e dalla sua Giunta, cioè voler realizzare il depuratore attraverso un progetto di finanza interrogandosi se questa scelta sia dispendiosa per l´ente. Per tale motivo, durante l´ultimo consiglio comunale, hanno chiesto al dirigente dell´ufficio finanziario quanto spende il comune di Acate ogni anno per il depuratore non ricevendo alcuna risposta precisa in merito.

Ma le polemiche sul depuratore cominciarono parecchio tempo fa. Nell´agosto 2014 furono apposti i sigilli all´impianto (foto). Il depuratore fu in sostanza sottoposto a sequestro preventivo, come si evinceva cartello dell’Arpa Sicilia all’ingresso sbarrato dal cancello. La circostanza fu evidenziata da una interrogazione sempre del Movimento 5 stelle, che, in una nota, sottolineò come «L’Arpa Sicilia con questo sequestro abbia inferto il colpo di grazia ad un impianto che ormai da mesi tutto faceva tranne che depurare le acque provenienti dagli scarichi fognari di Acate. Dal 31 luglio tutto l’impianto si trova infatti sotto sequestro, tutto fermo e, quel che è peggio – proseguiva la nota dei grillini - tutti gli scarichi di Acate si riversano direttamente sul fiume e quindi sul mare".