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Venerdì 14 Dicembre 2018 - Aggiornato alle 23:16
VITTORIA - 29/11/2018
Attualità - Conferenza promossa dalla locale sezione del Kiwanis

Un progetto per ripristinare i defibrillatori

Si costituirà l’associazione "Salvami" anche per installare nuovi dispositivi Foto Corrierediragusa.it

Il ruolo del defibrillatore al centro della tematica di salute e prevenzione promossa dal «Kiwanis». Sfruttarne al meglio le funzioni e sensibilizzare l’intera città al suo prezioso utilizzo. Il tutto argomentato durante la conferenza tenutasi nella sala «E. Giudice» alla presenza dei relatori Vladimiro Lettica – Direttore dell’ U.O.C. Cardiologia – UTIC dell’Ospedale Guzzardi– e del medico specialista in Anestesiologia e Rianimazione Gaetano Giarratana. L’Arresto Cardiaco, noto anche come «morte improvvisa» rappresenta uno stato di emergenza, caratterizzato dall’improvvisa e rapida cessazione dell’attività del cuore, dalla perdita di coscienza e dall’assenza di respiro. E in Italia – rispetto a quanto emerso dagli ultimi dati statistici - l’arresto cardiaco extraospedaliero è responsabile del 60-70 per cernto delle maggiori cause di morte cardiovascolare.

«Solitamente – hanno aggiunto gli specialisti – il tempo d’intervento per salvare una vita umana in casi di arresto cardiaco è molto breve. Un minuto in più dal primo arresto equivale alla riduzione del 10-12% di sopravvivenza. Raggiunti i 10 minuti non ci sarà più nulla da fare. Considerati i possibili ed eventuali tempi di attesa per un primo soccorso ospedaliero, l’unica alternativa diventa la defibrillazione precoce associata alla rianimazione cardiopolmonare di base. Ma è sull’utilizzo del defibrillatore (presente in molte scuole della città e dunque utilizzabile in casi di emergenza per l’intero quartiere circostante) che il cittadino dovrebbe iniziare a prendere coscienza».

Da qui l’idea di costituire a breve l’associazione «Salvami» ripristinando tutti i defibrillatori già presenti nelle scuole oltre all’installazione di nuovi dispositivi in punti chiave e strategici del territorio. «Alla base del progetto –concludono i relatori- la cultura della prevenzione e del primo soccorso, tentando di sensibilizzare scuole, associazioni, centri di produzione, club service, società sportive, centri turistici, centri di aggregazioni, esercizi commerciali e centri di case vacanze, indipendentemente dalle obbligatorietà legali già esistenti in materia. Accorciare i tempi di attesa del 118 renderebbe la nostra città ancora più sicura».