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Giovedì 26 Aprile 2018 - Aggiornato alle 12:51
VITTORIA - 24/11/2013
Attualità - Il convegno sulle aste giudiziarie ha fatto emergere altri particolari

Esecuzioni immobiliari: c´è chi ne approfitta

Venduta la casa di un imprenditore vittoriese per 15 mila euro: forse la potrà ricomprare. Appello delle forze dell’ordine: «Denunciate gli strozzini che vi tolgono le case»
Foto CorrierediRagusa.it

Il convegno sull’impignorabilità della prima casa e la riforma del sistema di riscossione organizzato dall’assessore comunale Piero Gurrieri e dall’amministrazione comunale ha aggiunto legna al fuoco al dramma che un migliaio di famiglie iblee vivrà da qui alla fine dell’anno. Ai lavori hanno partecipato le massime autorità istituzionali e i vertici delle forze dell’ordine in provincia. Il prefetto Annunziato Vardè, il questore Giuseppe Gammino (nella foto da destra), il colonnello della Guardia di finanza Alessandro Cavalli e il colonnello dell’Arma dei Carabinieri, Salvo Gagliano. Come dire, noi siamo qui, ad ascoltare le vostre istanze, ma in cambio vogliamo denunce, nero su bianco per stanare gli sciacalli che comprano le vostre case e le aziende a prezzi bassi per poi rivenderle a tassi usurai, magari a voi stessi.
E se il nuovo sistema malavitoso si sviluppasse in questo modo? In provincia si contano già diversi casi.

Infatti, molti professionisti sono già in fibrillazione, perché la macchina dei controlli, per non dire perquisizioni, che si è messa in moto non fa dormire sonni tranquilli a nessuno. Ultimo caso in ordine di tempo, emerso dietro le quinte la sera del convegno, di cui ha fatto menzione l’assessore Concetta Fiore, di mestiere consulente, vede protagonista un imprenditore vittoriese che vende ceramica e sanitari per la casa. Naturalmente in difficoltà economiche. Questi si è visto vendere a sua insaputa una casa di 120 metri quadri e un garage del valore di oltre 100 mila euro al prezzo di 15 mila: l’ha acquistata una commercialista vittoriese. La quale commercialista, contattata dalla famiglia per riacquistare la propria casa, prima ha detto no, poi ha dichiarato la disponibilità ad affittarla per 6 anni agli ex proprietari, infine, valutando i rischi del rumore che si stava creando, ha trovato l’accordo per rivendere la casa ai proprietari originari grazie anche all’intermediazione dell’assessore Fiore.

Dall’altra parte della sala del Convento dei Frati Cappuccini, un nutrito gruppo di imprenditori in difficoltà, fra tutti Angelo Giacchi e Gaetano Malannino. Il questore Gammino, i colonnelli Gagliano e Cavalli lo hanno detto a chiare lettere. Senza denunce da parte delle vittime gli inquirenti non lavorano speditamente. La turbativa d’asta e l’usura si combattono con le denunce. Le violazioni di legge si scoprono con le denunce. Non a caso si è risolto a lieto fine la vicenda dell’imprenditore di ceramiche di cui sopra. La commercialista che prima era irremovibile nel restituire l’immobile acquistato, ha cambiato idea trovando l’accordo nel giro di poche ore.

«Il sistema finanziario non funziona più- ha detto Angelo Giacchi- Le banche hanno ridotto del 23% l’erogazione del credito alle imprese e alle famiglie. La mia impresa dava lavoro a 90 famiglie e all’indotto. Ho dovuto licenziare, tanta gente si ritrova disoccupata».

Applaudito anche l’intervento di Gaetano Malannino, l’imprenditore agricolo che con le sue proteste ha fatto scattare denunce e interventi delle forze dell’ordine. Il caso Giacchi, va ricordato, è cominciato proprio con la presa di posizione del fondatore dell’Altraagricoltura. «Le aste vanno bloccate- dice Malannino- per evitare che vi si annidi la malavita organizzata. Se ci tolgono le imprese come potremo pagare i nostri debiti? Fermare dunque le aste per la prima casa e per l’attività lavorativa. Le nostre aziende chiudono perché stritolate dai poteri occulti e lobbistici forti».

Il fenomeno delle aste giudiziarie, oltre che dal sostituto procuratore Marco Rota, è attualmente seguito in prima persona dal procuratore capo Carmelo Petralia, che ha avocato a sé la responsabilità di informare la stampa man mano che si avranno nuovi sviluppi nelle indagini in corso. Basta fughe di notizie, ci sono di mezzo avvocati e commercialisti che frequentano il Tribunale. E non si può far di tutta l’erba un fascio! C’è un sistema marcio che deve essere rivisto, a partire dalle notizie che arrivano all’esterno per informare delle disgrazie di chi sta per essere privato dei beni immobili. Non si escludono sviluppi a breve termine. Ma l’incombenza maggiore ricade sui parlamentari nazionali e regionali, che hanno il compito di eliminare l’anomalia del sistema legislativo, quella che consente la speculazione selvaggia nel mondo delle esecuzioni immobiliari.