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Mercoledì 18 Luglio 2018 - Aggiornato alle 17:11
VITTORIA - 07/11/2011
Attualità - Non ce l’ha fatta il medico vittoriese colto da malore sul posto di lavoro è deceduto a Catania

Il radiologo Enzo Di Geronimo è morto per emorragia

L’annuncio dato dal collega di reparto Gaetano Gibilisco. Aveva 60 anni, un professionista serio, stimato, disponibile e ben voluto. Stava scrivendo un referto quando s’è accasciato sul tavolo di lavoro. La famiglia autorizza la donazione degli organi. Nell’ospedale monta la rabbia per la mala organizzazione sanitaria
Foto CorrierediRagusa.it

Ha lottato per 3 giorni e 3 notti in una stanza del «Cannizzaro» di Catania, dove era stato trasferito in elisoccorso, ma non ce l’ha fatta. Il dottor Enzo Di Geronimo (foto), 60 anni, radiologo, responsabile della struttura semplice della tac del «Guzzardi» di Vittoria è deceduto qualche minuto fa. La notizia arriva dal suo collega di reparto, il dott. Gaetano Gibilisco: «Enzo non è più tra noi, continua a vivere in noi». Tra poco inizierà la procedura per l’espianto degli organi.

Enzo è morto sul posto di lavoro, giovedì pomeriggio della scorsa settimana. Stava scrivendo il referto di una tac, s’è accasciato sul tavolo, è stato soccorso dai colleghi, ma la situazione, apparsa subito disperata, ha consigliato il trasferimento a Catania. Emorragia cerebrale non operabile, questo il primo bollettino medico, di quelle che non danno scampo e non soggette a miracoli della scienza né del Padreterno. «Potrà vivere qualche giorno- ha riferito con commozione al telefono da Catania il primario di Radiologia Umberto Copani- ma Enzo non ce la potrà fare»

Enzo Di Geronimo, prima che un professionista serio, stimato, sempre disponibile e ben voluto da tutti, era una perla d’uomo. Amava il suo lavoro, anche se prossimo alla pensione, e come tutti i medici del «Guzzardi» soffriva in silenzio per i troppi carichi di lavoro. Stava per cambiare struttura, gli avevano offerto un contratto presso la Clinica del Mediterraneo, me l’aveva confessato 6 giorni prima del dramma, l’ultima volta che ci siamo incontrati. Non ha avuto il tempo di dire sì. I funerali di Enzo Digeronimo, si svolgeranno mercoledì 9 novembre.

La cronaca dell’evento luttuoso lascia adesso il posto allo scoramento e alla riflessione. Un mese prima della morte di Di Geronimo, un altro medico dell’Ortopedia è stato colto da ictus ischemico, il dott. Ignazio Parisi. Mentre lavorava. Ha visto la morte con gli occhi, non tornerà efficiente come prima, ma si è ripreso. In un mese due episodi gravissimi che hanno colpito la sanità vittoriese; l’aria che in questo momento si respira nell’ambiente è molto pesante. Nessun medico o parasanitario è disposto a parlare, perché nessuno vuole andare incontro a provvedimenti disciplinari, però la rabbia che s’avverte ascoltando gli interessati dei vari reparti dell’ospedale «Guzzardi» è enorme.

Carichi di lavoro e organizzazione sanitaria sono da rivedere
«Qui non siamo in presenza di malasanità- fanno capire i medici e parasanitari all’unisono, ma di mala organizzazione sanitaria. Due casi in un mese, due medici colpiti nell’esercizio del proprio lavoro sono troppi da sopportare. Troppi turni, tanto lavoro, poche risorse e maldistribuite. Hanno chiuso il pronto soccorso di Comiso, il 118 viene a scaricare tutto a Vittoria, ma il personale di quella struttura non viene trasferito. Il risultato finale è che ci sono medici che non riposano giorno e notte e altri che non fanno niente. A Ragusa e a Modica non c’è la mole di lavoro che abbiamo a Vittoria. Due medici sono stati colpiti da ictus ed emorragia cerebrale sul posto di lavoro, uno è morto: siamo più o meno alla roulette russa. Chi deve prendere provvedimenti in tal senso?».

Chi ha buona memoria potrà confermare che è da mesi che abbiamo sollevato il problema dei turni massacranti all’ospedale di Vittoria, della gran mole di lavoro rispetto agli altri nosocomi della provincia. Il malessere denunciato prima dell’estate in Pediatria ora si estende a macchia di leopardo presso tutta la struttura sanitaria. L’altro reparto di frontiera che sta scoppiando è proprio il Pronto soccorso. Interventi di normale amministrazione, gli anziani ricoverati d’urgenza, risse, ferimenti e stato di ebbrezza di tunisini e romeni, incidenti stradali, la scarsa sensibilità e tolleranza dell’utenza vittoriese in generale. C’è qualcuno in grado di spiegare che Vittoria, rispetto al resto del mondo, ha bisogno di un’attenzione particolare in termini di distribuzione di mezzi e di risorse sanitarie?