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Martedì 24 Gennaio 2017 - Aggiornato alle 21:52 - Lettori online 468
SCICLI - 05/01/2017
Attualità - Sviluppi per certi versi inattesi nella scottante vicenda

Tar accoglie ricorso Acif su impianto rifiuti di Cuturi

L’amministrazione Giannone intende affrontare di petto la vicenda Foto Corrierediragusa.it

La prima sezione del Tar di Catania ha accolto il ricorso presentato dalla Acif: la società ha ottenuto l’annullamento del provvedimento emanato dalla Regione riguardante l’ampliamento dell’impianto di trattamento e recupero di rifiuti pericolosi e non in contrada Cuturi. L´impianto in questione è gestito dalla stessa Acif. L’amministrazione regionale e Legambiente sono state condannate al pagamento a favore della Acif rispettivamente di 4 mila e di 2 mila euro per la copertura delle spese relative alla costituzione in giudizio. Uno sviluppo inatteso per una vicenda molto sentita dagli sciclitani che erano pure scesi in massa di piazza (foto) per la tutela del loro territorio. La sentenza del Tar non mancherà di destare preoccupazione per quello che l’opinione pubblica ritiene un impianto potenzialmente pericoloso per l’ambiente perchè a pochi chilometri dal centro storico della città e la cui autorizzazione aveva mobilitato associazioni, partiti e movimenti e in ultima istanza la Regione che con una nota firmata dal parlamentare Nello Dipasquale nello scorso aprile aveva chiesto ed ottenuto la revoca in autotutela dell’autorizzazione prima concessa.

L’amministrazione Giannone intende andare fino in fondo alla vicenda per garantire la tutela a 360 gradi del territorio sciclitano (vedi articolo a parte). Il Tar ha riconosciuto le ragioni della Acif con una articolata sentenza nella quale si spiega che la società ha programmato l’ampliamento della sua attività per mezzo della progettazione di una nuova e più ampia piattaforma in grado di allargare lo spettro dei rifiuti che possono essere trattati e riutilizzati nel ciclo produttivo. A tal fine, ha chiesto e ottenuto l´ammissione del proprio progetto di ampliamento a un programma di finanziamento del Ministero dello sviluppo Economico dedicato ai progetti tecnologicamente innovativi capaci di apportare un contributo all´attività di recupero e riutilizzo dei rifiuti.

Il progetto prevede il recupero e riutilizzo di circa il 65% dei rifiuti che entrano all´interno del suo stabilimento e per il quale ha ottenuto un contributo pubblico ed acceso anche un muto bancario. L’Acif, dice il Tar ha anche ottenuto il parere positivo di compatibilità ambientale (Via) e l’autorizzazione integrale ambientale (Aia) per cui è stata autorizzata all’ampliamento dell’impianto. Rispetto alle proteste l´Assessore al Territorio e Ambiente della Regione Siciliana ha «revocato» il decreto del maggio del 2015 con il quale era stato espresso giudizio positivo di compatibilità ambientale e, dice il Tar, «tale provvedimento di «revoca» si basa sulla stessa motivazione del provvedimento di sospensione, e sulla circostanza che nel corso di una riunione del maggio 2016 l’Arpa Ragusa evidenziava che i criteri gestionali illustrati non consentono un’efficace azione di monitoraggio e controllo per cui l’assessore regionale all’ambiente revocò il provvedimento perché «il giudizio di compatibilità ambientale sarebbe stato reso senza tenere conto dei metodi controllo e e gestione dell’impianto annullandolo di fatto.

L’Acif ha sostenuto che «il provvedimento di revoca non ha tenuto in alcuna considerazione gli interessi della società» e il Tar ha confermato che l’annullamento del provvedimento può intervenire solo se sorretto da congrua motivazione e dal raffronto tra l´interesse pubblico e l´interesse privato». La Regione, secondo il Tar, ha sbagliato procedura perché «invece di procedere tout court alla revoca avrebbe potuto e dovuto semplicemente verificare (la possibilità di prescrizioni suppletive, ed eventualmente ordinare gli eventuali adeguamenti alla progettazione e/o alla realizzazione».

DIPASQUALE: "CI SONO GLI ESTREMI PER UN RICORSO AL CGA"
Sulla sentenza del Tar interviene il deputato regionale del Pd Nello Dipasquale: "Già da qualche giorno - dice- siamo a conoscenza della sentenza del Tar che annulla i decreti di revoca dell´autorizzazione emessi dall´assessorato regionale al Territorio e Ambiente alla Acif per l’ampliamento del sito di trattamento e recupero di rifiuti pericolosi e non in contrada Cuturi, a Scicli. Fermo restando il rispetto per l’operato della magistratura amministrativa, rimaniamo delle nostre convinzioni: questo percorso autorizzativo, che contiene tutta una serie di lacune, meritava la richiesta di revoca da me già avanzata da tempo e accolta dalla Regione Siciliana.

Appresa la notizia della decisione del Tar, ho già avuto la possibilità di confrontarmi sull’argomento con l’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Maurizio Croce. Lunedì scorso, intanto, in Assessorato, è stata avviata una verifica da parte dei responsabili dell’ufficio competente valutare le possibili azioni a disposizione della Regione. Il ricorso al Consiglio di Giustizia Amministrativa, al momento, sembra la strada immediatamente percorribile. Su questa materia, lo assicuro - conclude Dipasquale - l’attenzione è alta e non si lascerà nulla di intentato".