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Venerdì 20 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 9:16 - Lettori online 747
SCICLI - 16/12/2016
Attualità - Le disposizioni dell’Asp 7 non piacciono al sindaco

Chirurgia chiusa a Scicli e trasferita a Modica: Giannone non ci sta

Intanto la senatrice Padua interviene sul Busacca Foto Corrierediragusa.it

Un ordine di servizio del manager dell’Asp7 Maurizio Aricò disporrebbe, da lunedì prossimo il trasferimento del personale del reparto di chirurgia dell’ospedale Busacca di Scicli (foto) al Maggiore di Modica. Una scelta che di fatto sancirebbe la chiusura dell’unità di Chirurgia a Scicli. Una notizia che arriva come un fulmine a ciel sereno. La situazione, oggetto di un vertice in Municipio tra il primo cittadino di Scicli Enzo Giannone e Aricò, ha messo in allerta lo stesso sindaco che ha sottilineato come la scelta dell’Azienda sanitaria sia giunta inattesa, non annunciata, priva di qualsivoglia confronto con l’amministrazione comunale. Giannone ha lasciato chiaramente intendere che la città non accetterà supinamente questa ipotetica decisione, lottando per il mantenimento del reparto di chirurgia anche al fine di non depotenziare il Busacca. E proprio sul futuro dell’Ospedale interviene anche la senatrice Pd Venera Padua. Alla luce della prossima approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, del provvedimento sui Lea, i livelli essenziali di assistenza, sostiene la senatrice dem, sarebbe auspicabile un’ accelerazione del processo di conversione dell´ospedale ´Busacca´ di Scicli in struttura di riabilitazione.

Il provvedimento sui Lea prevede infatti tra l´altro una serie di interventi indispensabili in materia di assistenza e riabilitazione. «Il ´Busacca´ – sostiene Venera Padua- potrebbe fungere da centro di coordinamento dell´intera provincia, garantendo un´offerta di servizi e prestazioni che con l´aggiornamento dei Lea sarà finalmente più adeguata e consona alle esigenze della popolazione. Il ´Busacca´ potrebbe assolvere anche alla funzione di centro per le cure integrate dei disturbi dello spettro autistico, garantendo l´erogazione delle misure terapeutiche e assistenziali, quali diagnosi precoce e continuità della presa in carico, come peraltro già previsto con un pregresso protocollo siglato dall´Asp 7 e ritirato poi in autotutela dalla medesima azienda». Per questo la senatrice ha messo al corrente della situazione la ministra alla salute Lorenzin, con la speranza che la situazione possa risolversi nel breve tempo.